BRESCIA – Sciopero bancari 30 gennaio, sindacati: “Cambiano contratto nazionale con condizioni impossibili”

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I sindacati Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Ugl, Uilca Uil e Unisin stanno concludendo le assemblee i cui lavoratori sono stati convocati per essere informati sulle vicende che hanno portato la rottura delle trattative con Abi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e la proclamazione dello sciopero per venerdì 30 gennaio. A partire dall’8 gennaio – si legge in una nota congiunta dei sindacati – sono state pianificate nove assemblee in Provincia di Brescia, che si concluderanno il 28 gennaio con quelle indette a Brescia città, dove ci aspettiamo una forte partecipazione da parte dei lavoratori, preoccupati per il loro futuro, per la tenuta dei livelli occupazionali e del potere d’acquisto dei salari.

L’Abi (Associazione Bancari Italiani), nel tentativo di trovare rimedi atti unicamente alla riduzione dei costi del personale, intende destrutturare autoritariamente il contratto nazionale e pone fortissime pregiudiziali al tavolo negoziale per avviare il confronto (blocco dell’unico automatismo retributivo, cancellazione degli scatti di anzianità, ridefinizione della base imponibile per il calcolo del Tfr e della previdenza complementare), disconoscendo oltremodo il criterio di determinazione dell’inflazione attesa nel triennio. Inoltre è arrivata a dichiarare la disapplicazione del contratto nazionale, a partire dall’1 aprile.

Un attacco inaccettabile – continua la nota – che suona ancor più stridente se paragonato agli stipendi e alle buone uscite multi milionarie di manager che hanno messo in ginocchio banche dalla storia secolare, mentre a pagarne le spese, fino ad oggi, sono stati i clienti, il territorio e ora i dipendenti. Non si può andare avanti così. Serve una svolta, anche nella ricerca di un nuovo modello di banca, da noi peraltro già identificato e inserito nella presentazione della piattaforma rivendicativa del rinnovo del contratto avvenuta lo scorso anno, certamente orientato a rilanciare l’economia dell’intero Paese, ma che, per il ruolo che ci compete, dobbiamo assumere come nostro cavallo di battaglia per mantenere alta quell’attenzione che noi vogliamo porre nei confronti del nostro territorio di Brescia, una provincia nevralgica per il credito, con la più alta concentrazione di sportelli per abitante d’Italia (uno ogni 1.200 abitanti).

Queste le ragioni della protesta che devono arrivare alla popolazione, proprio attraverso i media, perché l’opinione pubblica sappia una volta per sempre che è finita da un bel po’ l’era del bancario quale lavoratore privilegiato, che non esiste più il posto sicuro in banca, che il nuovo assunto, con le attuali regole, percepisce uno stipendio inferiore ai 1.200 euro e rimane tale almeno per quattro anni dopo l’assunzione, sempre ammesso poi, che venga confermato. Oggi i sindacati con i lavoratori hanno identificato una banca diversa per il futuro – termina la nota – attenta all’economia del territorio, ritenendo ciò un fattore determinante per far ripartire l’economia. Le modalità dello sciopero dell’intera giornata di venerdì 30 gennaio saranno comunicate il 26 dai sindacati che hanno convocato una conferenza stampa.