BRESCIA – Smaltimento illecito rifiuti, Dia e Procura antimafia accendono i riflettori

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Nel mirino della Procura nazionale antimafia per presunto smaltimento illecito di rifiuti. A dirlo, riferendosi a Brescia, è il sostituto procuratore Roberto Pennisi ascoltato in un’audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite per il ciclo dei rifiuti e di cui ne dà notizia la versione bresciana del Corriere.it. E nonostante la deposizione sia in parte pubblica e in parte sigillata, il quotidiano bresciano ha reso noti alcuni interventi.

“Nel bresciano ci sono tante attività che producono rifiuti e – riporta ancora il Corriere.it citando il sostituto procuratore – la BreBeMi è servita solo per interrarli”. Sull’infrastruttura la neonata direzione investigativa antimafia sta indagando su Roncadelle per un cantiere collegato proprio alla BreBeMi e sotto la quale, secondo l’accusa in un processo in corso a Bergamo contro l’imprenditore Pierluca Locatelli, sarebbero state smaltite scorie industriali ancora velenose.

E secondo la Procura antimafia bisogna puntare la lente sulle opere pubbliche, mentre i magistrati parlano di “delitti di impresa e non di mafia” come riporta il quotidiano bresciano. In effetti le cronache dei mesi scorsi, a livello nazionale e internazionale, accendono i riflettori su casi di presunto smaltimento illecito dei rifiuti che hanno coinvolto anche bresciani.

Mentre Rocco Antonio Burdo, direttore dell’ufficio Intelligence della Direzione Centrale Antifrode e Controlli, interpellato sempre dal Corriere.it, ha parlato di un’inchiesta sul traffico di rifiuti a Brescia legato all’elettronica e che avrebbe fatto partire altre indagini.