BRESCIA – Autostrada Valtrompia, BreBeMi con A4 e Tav, Cgil: “Opere pensate nel passato e fallite”

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Passato e provincialismo sono la cifra che accomuna l’autostrada della Valtrompia, il raccordo con l’A4 di BreBeMi e la Tav. Tutte opere che sono state pensate nel passato all’interno di un’idea di sviluppo rivelatosi insostenibile, delle quali viene imposta la realizzazione o il completamento anche quando già rivelatesi fallimentari. La perdita di capacità produttiva del 25% – si legge in una nota della Cgil di Brescia – la crisi economica complessiva con disoccupazione e l’impoverimento sociale diffuso, imporrebbero di ripensare radicalmente l’orizzonte e le politiche di sviluppo entro le quali investire e progettare le opere infrastrutturali e i servizi da realizzare all’interno di un’ottica di sistema che si interroga su cosa, come e per chi produrre, per quale lavoro e per quale società.

L’ulteriore consumo di suolo non è soltanto sottrazione di terreno utile all’agricoltura, ma alimenta il rischio di catastrofi certe legate al cambiamento climatico che, per quanto rimosso, resta in atto. La crisi industriale, gli stessi itinerari seguiti dal trasporto merci, la mobilità delle persone insieme all’offerta nel frattempo cambiata di mezzi e reti stradali hanno modificato in quantità e qualità la domanda di infrastrutture, mobilità e servizi, tanto da rendere poco credibili, se non inutili i progetti pensati in passato. Ciò premesso – continua la nota – va riconosciuto che la crisi è innanzitutto di idee e che molto dipende dalle modalità adottate per la loro formazione.

E’ pensabile che un numero sempre più esiguo di decisori nel chiuso delle loro stanze e interessi, al di fuori di una valutazione di contesto e senza un orizzonte pubblico condiviso cui tendere, possano di volta in volta stabilire quali sono le opere necessarie e vitali per sviluppare un’economia positiva e lungimirante per l’intera società? Non è questione soltanto di democrazia, che pure difetta, ma è questione di istruire livelli di confronto e percorsi partecipati produttivi di conseguenza per le scelte da adottare, considerando che è in gioco il presente e il futuro del territorio bresciano e dei suoi abitanti. Una via che se attivata, ci risparmierebbe dall’imbarazzo diffuso che accoglie il plauso per il Nibiru Planet.