ROMA – Caccia, vietato tordo bottaccio dopo 20 gennaio. Bassolini (Lega): “Governo si sostituisce a regioni”

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Il Governo Renzi e il Ministro dell’Ambiente Galletti hanno ormai dichiarato guerra all’attività venatoria e alla filiera economica ad essa collegata rivelandosi un vero incubo per migliaia di cacciatori e di lavoratori. Se qualcuno – si legge in una nota diffusa dal responsabile nazionale della caccia per la Lega Nord, il bresciano Marco Bassolini – non l’ha ancora capito vorrei solo ricordare alcuni dei danni che ha fatto negli ultimi mesi questo Governo. Con il pretesto dell’orso bruno marsicano sono riusciti a vietare in alcune zone dell’Abruzzo, Lazio e Molise la caccia in braccata.

Con un’interpretazione soggettiva e anticaccia sulle richieste contenute nella procedura di infrazione 2014/2006 hanno modificato la 157/92 attraverso il famoso Dl 91 andando oltre quello che chiedeva l’Europa, arrivando di fatto all’obiettivo di vietare lo spiedo e la polenta e osei, limitato il numero di colpi nei caricatori oltre a precludere ogni possibilità di catturare gli uccelli da richiamo con i secolari roccoli con l’obiettivo di eliminare la caccia alla piccola migratoria con i richiami. Con il pretesto dell’aviaria infine hanno vietato l’utilizzo dei richiami per la caccia agli acquatici.

Ma se qualcuno pensava che non esistesse nulla di peggio agli stati di regime dittatoriale – continua la nota – il Governo Renzi per mano del suo sempre più dichiaratamente anticaccia Ministro Galletti è riuscito a fare di cosa peggiore. Infatti solo poche ore fa dal consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti è stato deliberato l’esercizio del potere sostitutivo previsto dall’articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, nei confronti delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Marche disponendo la modifica del calendario venatorio e la chiusura della caccia per le specie tordo bottaccio, cesena e beccaccia a partire dal 20 gennaio.

Per l’ennesima volta onesti cittadini cacciatori italiani e diligenti amministrazioni regionali sono stati umiliati e usurpati dei diritti più elementari che dovrebbero essere garantiti in tutti i paesi democratici. Vergognoso che nonostante le Regioni abbiano regolarmente predisposto e approvato i calendari venatori nel rispetto della legge 157/1992 che all’articolo 18, comma 1, indica precisamente i tempi per il prelievo delle specie cacciabili (tordo bottaccio, cesena e beccaccia possono essere cacciate dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio) il ministro Galletti sia riuscito, spinto dal suo spirito animalista ed usando come pretesto una semplice richiesta di informazioni (Ue Pilot 6955/2014 Envi) da parte della commissione europea, a chiudere la caccia.

Partendo del presupposto che il cittadino cacciatore è per legge una persona con la fedina penale illibata al contrario di molti animalisti che al dialogo preferiscono la violenza e il non rispetto dei doveri civili e penali nei confronti del prossimo – dice Bassolini – riteniamo per tali motivi che un buon governo non dovrebbe avere il dubbio di chi difendere. Detto ciò e considerate le prese di posizione assurde e ideologicamente tendenziose a favore del mondo animalista ci auguriamo una forte presa di posizione da parte delle regioni che sono state prevaricate dei loro legittimi poteri.

Il comunicato diffuso al termine del CdM
Da oggi non sarà più possibile cacciare il tordo bottaccio, la cesena e la beccaccia in tutto il territorio nazionale. La Commissione europea ha infatti contestato la violazione della direttiva 2009/147/CE in materia di conservazione degli uccelli selvatici, che vieta la caccia nei periodi di nidificazione e riproduzione.

Tenuto conto che già nella seconda decade di gennaio è in corso la cosiddetta “migrazione pre-nuziale” che precede la nidificazione e considerato che in numerose regioni italiane risulta a tutt’oggi possibile cacciare queste specie migratrici fino al 31 gennaio, il Ministero dell’Ambiente ha già da tempo sollecitato le regioni ad adeguarsi ai tempi richiesti dall’Unione europea ma non tutte le regioni hanno dato seguito al sollecito.

Per questo motivo, su proposta del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’esercizio del potere sostitutivo previsto dall’articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, nei confronti delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche, disponendo la modifica del calendario venatorio e la chiusura della caccia per le specie tordo bottaccio, cesena e beccaccia a partire dal 20 gennaio.