GHEDI – Non controllò il figlio che morì in piscina, il gup ha condannato a 18 mesi la madre

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Il 30 giugno del 2013 un bambino, Thomas, venne trovato morto nella piscina di un’abitazione del paese della bassa bresciana. Per quell’episodio il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia Chiara Minazzato ha condannato la madre a un anno e mezzo di carcere, pena sospesa con la condizionale, per omicidio colposo dopo il rito abbreviato.

Alla donna non sono state concesse le attenuanti perché nel momento in cui il figlio è scivolato nella piscina, la stessa madre era alterata da alcol e anti depressivi che aveva appena assunto e quindi non si è accorta di nulla. Un misto di alcol e medicine l’aveva fatta addormentare, mentre ad accorgersi del bambino in acqua era stato il fratello.

Tra gli accusatori, come riporta la versione bresciana del Corriere.it, c’è anche il marito separato dalla donna che alcune settimane prima del tragico fatto aveva segnalato come la compagna, per il suo stato spesso alterato da alcol e medicine, non fosse in grado di tenere i figli. Per questo, il più grande era stato dato in affido al nonno materno mentre l’uomo aveva presentato il caso al sostituto procuratore Valeria Bolici.

Secondo le testimonianze di quel giorno, dopo che il piccolo era annegato in piscina, la madre, accorta che il figlio non era nelle vicinanze, l’aveva cercato anche in macchina. Poi la chiamata ai carabinieri che avevano trovato il corpo nell’acqua. In un’altra occasione il bambino era uscito in strada ma la madre, ancora sotto l’effetto di alcol, non era riuscita a controllarlo.