MILANO – Caf, finisce convenzione con Inps. Federconsumatori: “Vogliono farli chiudere”

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“Dall’1 gennaio la situazione dei nostri Caf, i centri di assistenza fiscale, è sempre più critica”. E’ l’allarme lanciato da Gianmario Mocera, presidente della Federcosnumatori Lombardia. “Con l’inizio del 2015 è saltata la convenzione tra i Caf e l’Inps per quanto riguarda il calcolo dell’Isee. Ora tra i due enti è in corso una trattativa. Ciò non toglie che la situazione è gravissima, perché senza la dichiarazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente un anziano non può accedere alle agevolazioni di cui ha diritto, come quella sulle bollette di gas, luce e acqua.

Una famiglia non può chiedere sconti sui buoni pasto dei propri figli che frequentano le mense scolastiche e i giovani studenti non possono accedere alle agevolazioni sulle tasse universitarie. Detto questo, i centri di assistenza fiscale continuano a subire tagli e sforbiciate per quanto riguarda gli incentivi statali, che ne compromettono seriamente il futuro”. E Federconsumatori lancia un avvertimento.

“Se saltano i Caf salta l’intero sistema di calcolo della fiscalità di centinaia di migliaia di contribuenti, che non hanno le risorse per fare da soli o rivolgersi a ‘costosi’ studi di commercialista. I Caf, a prezzi estremamente calmierati, offrono da sempre una consulenza fiscale di qualità e davvero a buon mercato per l’operaio, il pensionato, l’impiegato o il piccolo lavoratore autonomo. Al di fuori la stessa prestazione costa almeno il doppio. Col miraggio poi del 730 ‘fai da te’, ovvero della cosiddetta dichiarazione dei redditi precompilata, di semplicissima stesura e che dovrebbe addirittura già arrivare a casa, si vuole dare il colpo di grazia a questo sistema.

In realtà – continua Mocera – gli esperti dicono che non si arriverà mai a quel risultato, però si tolgono risorse ai Caf, complicando oltremisura le normative, tant’è che anche i commercialisti si sono posti sul piede di guerra”. “La nuova dichiarazione dei redditi precompilata si basa su una mezza verità, sarà disponibile online ma non arriverà a casa dei contribuenti – dice Gabriele Malpezzi, responsabile Caf per la Camera del Lavoro di Milano, che aggiunge “vi sono dei principi di incostituzionalità, infatti viene introdotta la logica che i Caf e tutti gli intermediari, a fronte di errori o di omesse dichiarazioni, non solo si faranno carico delle sanzioni, ma anche di quanto avrebbe dovuto pagare il contribuente.

Cosi si rischia di premiare i furbi penalizzando chi presta un servizio, servizio di cui si avvalgono milioni di cittadini, richiesto ai Caf dallo Stato per coprire le proprie inefficienze. Questo stato di cose porterà a un aumento dei costi del servizio. In realtà questo è l’ultimo tassello – termina Malpezzi – di un più ampio progetto volto a penalizzare i Caf, a lasciarli senza linfa e quindi a farli morire. Ma questo è un servizio rivolto alle fasce più deboli”.