LIVIGNO – Valanga su tre snowboarder, ufficio turistico: “Avevamo segnalato il pericolo marcato”

0

Sulla valanga che oggi ha coinvolto un gruppo di snowboarder sul Monte Garone, a circa 2.300 metri di quota, travolgendo tre persone, di cui una grave e portato all’ospedale di Bergamo, l’ufficio stampa di Livigno comunica che il bollettino di neve e valanghe locale segnalava il grado di pericolo 3, cioè marcato. In particolare, le raccomandazioni date dall’Organizzazione Europea dei Servizi di Previsione Valanghe per questo grado di pericolo sono le possibilità per le gite sciistiche limitate e una buona capacità di valutazione locale.

Il manto nevoso presenta un consolidamento da moderato a debole su molti pendii ripidi. Il distacco è possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi. In alcune situazioni sono possibili valanghe spontanee di media grandezza e, in singoli casi, anche grandi valanghe. Il gruppo che ha raggiunto il Monte Garone con l’heliski, era accompagnato dalla guida alpina Matteo Galli che spiega cosa è successo. “Stavamo approcciando la discesa nella sua parte più ripida e ho fermato il gruppo in una posizione sicura.

A quel punto io sono sceso per primo e mi sono raccomandato con loro di scendere a mio comando, uno per volta e di seguire la mia linea. I primi due sono scesi e si sono fermati accanto a me, quando è partito il terzo abbiamo sentito staccarsi la valanga da molto sopra rispetto a dove eravamo partiti. A quel punto ho urlato di seguirmi e di spostarsi tutti sulla destra, ma loro hanno proseguito dritti verso valle, dove, una volta arrivati su un tratto pianeggiante, sono stati raggiunti e travolti dalla valanga. Il quarto snowboarder non è rimasto coinvolto nell’incidente perché si trovava ancora nel punto individuato in precedenza come sicuro.

Tutti erano dotati di Artva, pala, sonda e di zaino con Abs che hanno prontamente aperto. Ho avvertito immediatamente l’elicottero che ha attivato i soccorsi organizzati – continua Galli – quindi mi sono adoperato per liberarli dalla neve. Sono riuscito subito a localizzare e liberare il primo, il secondo l’ho trovato con l’Artva mentre per il terzo il lavoro è stato un po’ più lungo perché il deposito della valanga si era distribuito in due conche. Quest’ultimo ragazzo ha avuto maggiori complicazioni perché è rimasto più a lungo sotto la neve. Al momento dell’arrivo dei soccorsi organizzati, dopo circa 20 minuti dall’incidente, tutti e tre gli snowboarder erano fuori dalla valanga”.