ROMA – Novità Iva 2015

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Nuovi casi di applicazione del Reverse Charge.
La Legge di Stabilità 2015 prevede l’estensione delle ipotesi di applicazione del meccanismo del Reverse Charge (o Inversione Contabile) nell’ambito del settore edile, di quello energetico e delle forniture alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO).
In particolare l’applicazione del reverse charge è prevista, con decorrenza immediata, per:
a)le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici, alla sola condizione che il committente sia un soggetto passivo Iva, a prescindere dalla tipologia di attività esercitata dal destinatario della prestazione e dalla tipologia di contratto in essere con il committente. In altre parole, il reverse charge si applica se la fattura è emessa nei confronti di un soggetto con partita Iva (requisito fondamentale per l’applicazione del meccanismo in oggetto), senza necessità che l’attività esercitata dal destinatario della prestazione rientri tra quelle previste per il settore edile (Settore F della Tabella Ateco 2007) o che sia in essere un rapporto di sub-appalto.
b)i trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra di cui all’art. 3 della direttiva n. 2003/87/CE;
e) ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla direttiva n. 2003/87/Cee nonché di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
d)alle cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell’articolo 7-bis, comma 3, lettera a), D.p.r. 633/72;
e)le cessioni di bancali di legno (cosiddetti pallet), recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo;
con decorrenza successiva, alla preventiva—autorizzazione da parte dell’Unione Europea ad oggi non ancora pervenuta, per:
le cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati, supermercati e discount alimentari.
Peri casi indicati alla lettera b), e), d) ed f) è previsto che il meccanismo del reverse-charge non abbia carattere definitivo, ma si applichi per un periodo limitato di quattro anni e pertanto fino al 2018.
Con questo meccanismo, il cedente o il prestatore emette una fattura senza addebito dell’imposta e con l’annotazione “inversione contabile” e l’indicazione della norma di riferimento. Il cliente deve integrare il documento ricevuto con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta e deve registrafio sia nel registro delle fatture emesse sia nel registro delle fatture d’acquisto.
I contribuenti che effettuano le relative cessioni e prestazioni potranno chiedere il rimborso dell’Iva a credito accumulata, sia trimestralmente che annualmente, previa verifica del rispetto dei requisiti richiesti dalla norma.
La Legge di Stabilità 2015 introduce, con effetto dal 01.01.2015, l’applicazione del meccanismo cosiddetto dello “split payment”.
Tale meccanismo si applica a tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi da chiunque effettuate nei confronti dello Stato, Enti pubblici territoriali, Camere di Commercio, Università, Aziende Sanitarie Locali, Enti Ospedalieri, Enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, Enti pubblici di assistenza e di beneficienza e di quelli di previdenza, ancorché non rivestano la qualifica di soggetti passivi d’imposta, fatturate a partire dal 01.01.2015, ad eccezione delle operazioni soggette a reverse-charge e ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito (come ad esempio prestazioni, professionali e artistiche).
Tale meccanismo prevede che l’onere del pagamento dell’Iva sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi a favore degli Enti sopra scritti sia a carico di quest’ultimi e non del fornitore che emette la fattura.
Pertanto il fornitore di beni e di servizi non incassa l’Iva esposta in fattura e non dovrà provvedere a versarla. Sarà il cliente Pubblica Amministrazione, una volta saldato il fornitore per il solo imponibile, a versare l’Iva direttamente all’Erario secondo modalità e termini fissati da un decreto di prossima emanazione.
Esempio: Un’impresa fornisce ad un Comune una partita di merce per un valore complessivo pari ad Euro 10.000 + Iva 22%. Secondo il meccanismo dello split payment il Comune pagherà all’impresa fornitrice solo l’imponibile pari a Euro 10.000,00 trattenendo a sé l’Iva di Euro 2.200,00 che dovrà essere versata dallo stesso Comune nelle casse dell’Erario. L’impresa fornitrice non dovrà effettuare alcun versamento per ciò che riguarda l’Iva addebitata al Comune e risultante dalla fattura.
Per ora gli Enti Pubblici, in questa fase iniziale, si limiteranno ad accantonare l’Iva in vista del primo versamento in scadenza il 16.04.2015. Una volta a regime gli Enti potranno decidere fra tre alternative:
1.effettuare un versamento Iva per ogni fattura divenuta esigibile;
2.effettuare il versamento in ciascun giorno del mese considerando tutte le fatture divenute esigibili in tale giorno;
3.effettuare il versamento entro il 16 di ciascun mese considerando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente.
I contribuenti che fatturano tali cessioni e prestazioni sottostanti al meccanismo dello split payment potranno chiedere a rimborso l’Iva a credito accumulata previa verifica del rispetto dei requisiti richiesti dalla norma.
Tali disposizioni sono formalmente in vigore dal 1 gennaio 2015, ma in assenza del decreto sulle modalità tecniche di attuazione sono molti ancora i dubbi sulla sua concreta e corretta implementazione. Vi chiediamo pertanto, nell’attesa di ricevere nuove direttive che provvederemo a comunicarvi tempestivamente, di contattarci qualora ricadiate in una delle situazione sopra descritte al fine di definire le modalità operative.
Aumenti e variazioni di aliquota Iva.
A decorrere dal 01.01.2015 si applica l’aliquota Iva del 4% alle cessioni di libri, commercializzati per via elettronica (e-book). L’effetto è che saranno ad aliquota ridotta tutti i libri a prescindere dal loro formato e dalle modalità di fornitura: carta, cd/cd rom o download. A decorrere dal 01.01.2015 la cessione di combustibile da legno di segatura (cosiddetto “pellet”) non sarà più soggetto ad Iva al 10% ma all’aliquota ordinaria del 22%.
Dal 01.01.2016 le aliquote Iva del 10% e del 22% dovrebbero aumentare di due punti percentuali e dal 01.01.2017 di un ulteriore punto percentuale. Dal 01.01.2018 l’aliquota ordinaria potrà essere nuovamente aumentata di mezzo punto percentuale.
A decorrere dal periodo d’imposta 2015 la Dichiarazione annuale Iva non potrà più essere presentata all’interno della dichiarazione dei redditi (Modello Unico), ma dovrà essere presentata entro il mese di febbraio.
Viene contestualmente eliminato l’obbligo di presentazione della comunicazione annuale Iva. Gli adempimenti previsti per l’anno 2015 (Comunicazione annuale e Dichiarazione annuale relative al periodo d’imposta 2014) non sono soggetti a modifiche.
Nuova Territorialità per i servizi digitali.
Dal 01.01.2015 cambiano le regole per la territorialità Iva dei “servizi digitali”, ossia i servizi elettronici, di telecomunicazioni e di tele-radiodiffusione, prestati a soggetti comunitari privati. Rientrano in tale categoria di servizi a titolo esemplificativo il download di musica, film, videogiochi, l’accesso e/o lo scarico di fotografie e immagini, la fornitura di spazi pubblicitari compresi banner pubblicitari su una pagina e/o sito web, l’acquisto di e-book, riviste e giornali, l’acquisto di app e di servizi web per smartphone e/o tablet, tutte le forme di insegnamento a distanza che funzionano attraverso Internet con intervento umano limitato.
Tali servizi saranno soggetti ad Iva in Italia se resi da fornitori residenti nella U.E. a favore di privati residenti in Italia, di contro non saranno più soggetti ad Iva in Italia se resi da prestatori nazionali a favori di soggetti privati residenti in altri Paesi dell’U.E.
La conseguenza di tale previsione è che chi presta tali servizi a privati comunitari deve necessariamente identificarsi ai fini Iva in ogni Stato membro con cui si effettuano scambi per poter assolvere l’imposta prevista. Per semplificare e aiutare gli operatori che si trovano in tale situazione, in alternativa all’identificazione diretta in ogni singolo Stato, è stata prevista la possibilità di aderire al regime speciale del mini-sportello Unico (Moss).