BRESCIA – Bonifica Caffaro, Cgil: “Pochi interventi di prevenzione da parte del Comune”

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Nei giorni scorsi l’assessore lombardo all’Ambiente Claudia Maria Terzi ha annunciato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro da parte del ministero dell’Ambiente per la bonifica della Caffaro, ma la Cgil è critica. “Il bilancio degli interventi in ordine alle misure di prevenzione, messa in sicurezza di emergenza, caratterizzazione, avvenuta bonifica e monitoraggio ambientale all’interno dell’area del Sin-Caffaro sono davvero esigui. Non poteva essere altrimenti – si legge in una nota – viste le risorse importanti ma assolutamente insufficienti fin qui stanziate (compresi i due milioni di euro destinati dal Ministero lo scorso settembre poi ridotti, secondo le dichiarazioni della Regione, a un milione e mezzo).

A certificare questa situazione sono ora anche i verbali delle conferenze pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente dopo l’accelerata impressa dalla Direzione TRI (Tutela del territorio Risorse Idriche), in particolare quello della Conferenza Istruttoria che si è tenuta il 10 dicembre 2014. Non bastano purtroppo la buona volontà e gli sforzi fin qui profusi dall’amministrazione cittadina. Occorre alzare le pretese.

Non ci stanchiamo di ripeterlo: si impongono azioni di sistema fra i diversi soggetti istituzionali, ma soprattutto la definizione del piano complessivo di bonifica. Non ci sono sperimentazioni che possano impedirlo – continua la Cgil – anzi, queste devono rientrare nel piano fra gli interventi progettati, magari indicendo una gara di carattere europeo. Senza questa progettazione e aver chiarito il destino delle aree interessate diventano difficili l’attivazione del piano finanziario e la programmazione annuale degli interventi da realizzare, riducendo le scelte a margine delle esigue risorse concesse di volta in volta dal ministero.

Il piano complessivo dovrebbe offrire anche un quadro di riferimento e accompagnamento per gli interventi dei privati sulle aree residenziali di loro proprietà. Serve il potenziamento degli organici degli enti di prevenzione e, soprattutto, la riorganizzazione degli stessi per superare l’eccesso di centralizzazione e di frantumazione degli iter decisionali che, allo stato, ne riducono capacità ed efficacia operativa. È necessario che gli enti preposti alla prevenzione e vigilanza sviluppino il massimo sforzo affinché le procedure attinenti la tutela della salute e sicurezza nei lavori programmati alle scuole Calvino e Deledda siano adottate dandone puntuale informazione ai soggetti interessati e pubblicamente.

Chiediamo al Ministero un maggiore rigore nell’applicazione delle procedure previste in ordine alla validità delle Conferenze di Servizio – conclude la Cgil – affinché i partecipanti siano messi nelle condizione di esprimersi in modo informato nell’ambito istruttorio ai fini delle decisioni da assumere. E alle istituzioni locali, di prevedere la presenza di tutti gli interessati nelle Conferenze dei servizi che vengono promosse”.

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