UYUNI (BOL) – Dakar moto, in Bolivia Botturi rompe il motore ed è fuori corsa. Lui: “Grande delusione”

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Il pilota lumezzanese Alessandro Botturi è fuori dalla Dakar dopo aver rotto il motore della sua Yamaha Wr 450 nell’ottava giornata di gara. La tappa di ieri ha sconvolto una classifica che fino al giorno precedente, in ogni altro sport sarebbe sembrata delineata e definita, mente nella Dakar, lo si è visto una volta in più, fino all’ultimo giorno niente può essere dato per scontato.

Ieri i piloti hanno raggiunto Uyuni, nel sud ovest della Bolivia, con la prima tappa delle due giornate di “marathon”, cioé senza possibilità di alcuna assistenza da parte del team, dovendo provvedere autonomamente anche alla manutenzione della moto. La giornata era stata positiva per Alessandro, soddisfatto della buona posizione in classifica (11°) e soprattutto delle ottime condizioni della moto, molto migliorata con i nuovi set up messi a punto nella giornata di riposo e arrivata al bivacco in buone condizioni: un po’ di usura ai freni posteriori, risolta in pochi minuti al bivacco e ottimismo per la giornata seguente.

La nottata non è stata facile: il bivacco in altura, a 3.700 metri, dove i piloti hanno dormito in camerate comuni, non era certo la condizione migliore per il riposo. Al mattino c’è stata la prima incognita: maltempo che ritarda lo start, percorso incerto fino all’ultimo a causa degli allagamenti, ma arriva il via libera dell’organizzazione, e si conferma anche la spettacolare partenza in linea, con i primi trenta piloti che entrano nella prova speciale affiancati nello scenario del deserto salato boliviano. La prova speciale per Botturi inizia bene, è subito molto veloce, e la parte iniziale non è troppo navigata, con il gruppo che resta compatto, ma la durezza della corsa inizia a farsi sentire dai primi km.

Una brutta caduta taglia fuori dalla corsa la Gasgas di Farres, indenne, ma con la moto distrutta. Iniziano poi i problemi per Metge, la cui Yamaha era rimasta danneggiata il giorno precedente, che cerca di conservare la moto, ma è poi costretto al ritiro. Perde contatto il primo in classifica Barreda, che, vittima di una rovinosa caduta, era riuscito a riparare i danni principali alla moto e ripartire, ma in condizioni molto difficili: quello che fino a ieri sembrava il vincitore designato di questa edizione è ormai tagliato fuori dalla classifica generale. Iniziano poi i problemi per la Honda di Rodrigues, in lotta per il podio nella classifica generale, costretto a fermarsi più volte che resta arretrato di oltre tre ore già a metà gara.

Alessandro procede con il suo ritmo guadagnando posizioni e con un’ottima prospettiva di classifica, quando all’improvviso, nel mezzo delle montagne boliviane, il motore della sua Yamaha perde potenza, fino a fermarsi completamente. Inutili tutti i tentativi di riavviare la Yamaha Wr 450 Rally e dopo poco più di 300 km il ritiro dalla corsa, una volta di più amaro e sfortunato, resta l’unica soluzione. Al colmo della sfortuna, il problema si verifica in pieno territorio boliviano, rendendo impossibile qualsiasi estremo tentativo di recupero da parte del team che, per motivi di visto, era costretto ad aspettare oltre il confine cileno, e nella giornata che per gli altri mezzi in corsa è di riposo, rendendo quindi altrettanto impossibile la speranza di riuscire ad arrivare al traguardo, fosse anche al traino di un altro mezzo in gara.

E la corsa del pilota valgobbino si chiude qui. “Davvero dura fare un bilancio così a caldo. Non so ancora dire cosa possa essere successo – commenta Botturi subito dopo il ritiro – la moto si è semplicemente spenta senza più ripartire. Le ho provate tutte, smontando e rimontando tutte le parti accessibili, ma non c’è stato verso. È davvero dura mandare giù un altro boccone così anche quest’anno: con Yamaha sapevamo che il progetto era a lungo termine. Dopo tanti test, era la prima gara con questa moto, completamente rivoluzionata rispetto a quella in gara nel 2014. Sapevamo che il progetto necessitava una maturità maggiore per essere competitivo al massimo livello, ma obiettivamente la delusione è tanta, perché ogni giorno, con le messe a punto costanti da parte del team, la moto migliorava e onestamente speravamo davvero di fare un bel risultato.

Qualcosa di positivo in questa Dakar c’è, ed è la sicurezza che ho trovato quando ho dovuto affrontare tratti di navigazione in solitaria – continua Botturi – ma in questo momento la delusione è immensa, perché ci ho messo davvero l’anima in questi giorni, e vedremo la rimonta davvero alla mia portata. Ora dovremo rialzare la testa da subito: la moto rientrerà in Francia e analizzeremo per bene cosa è successo, per affrontare al meglio una stagione che deve portarci a una Dakar 2016 totalmente diversa”.