PISOGNE – Contratto scaduto, Comune sgombera capannone ex Kag. Presidio sabato 17 gennaio

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L’1 gennaio scorso è scaduto il comodato d’uso per l’associazione Kag (Capannone Autogestito) nello stabilimento di via Nezione 4 del paese al confine tra Sebino e Valcamonica. Così stamattina il Comune ha mandato le forze dell’ordine che sono entrate nella sede e hanno portato via con la forza i sei attivisti presenti che si sono opposti al provvedimento. Nelle prossime ore verranno rimossi mobili e attrezzature varie del sodalizio che aveva avuto una proroga nel comodato fino all’1 gennaio scorso.

Da allora, però, l’associazione non ha lasciato lo stabile e il sindaco Diego Invernici ha disposto lo sgombero. Il sodalizio ha annunciato una manifestazione per difendere l’ex Kag e gli spazi sociali in programma sabato 17 gennaio alle 14,30 in piazza San Costanzo. “La manifestazione avrà diversi obiettivi – si legge sul sito dell’associazione:- difendere l’occupazione di via Neziole 4, rivendicare l’esigenza di uno spazio sociale in Valcamonica libero dalle logiche di profitto e sfruttamento, costruire una base di solidarietà tra le diverse realtà camune impegnate nelle lotte sociali, nel confronto culturale, nella difesa del territorio dalle speculazioni che stanno mutando inevitabilmente la nostra valle e opporci alle politiche repressive espresse dalla giunta comunale con il nuovo regolamento di polizia municipale.

A seguito dello sfratto dell’associazione KAG abbiamo collettivamente deciso di occupare lo stabile in via Neziole per proseguire il percorso di iniziative aggregative, culturali e sociali che dal 2009 si sono svolte tra le mura di questo capannone, gettando le basi per una nuova esperienza. Scenderemo in piazza perché riteniamo che il mancato rinnovamento del bando comunale non sia altro che una decisione politica repressiva e ingiustificata. Il capannone di via Neziole – si legge ancora sul sito del gruppo – ha per anni rappresentato un’alternativa politica e culturale autogestita in Valcamonica che rischia ora di essere eliminata e messa a tacere.

Continueremo ostinatamente a lottare per una società diversa, basata sulla solidarietà e sull’uguaglianza, contro lo sfruttamento e il sistema economico che lo produce promuovendo ogni forma di attività culturale, politica e sociale finalizzate a questo scopo. Sono note a tutti le simpatie fascistoidi di Invernici. Il regolamento di polizia municipale – termina il post sul sito – colmo di divieti degni del ventennio dimostra l’attitudine del primo cittadino al controllo e alla repressione della cittadinanza: vietato stendere i panni, vietato bagnare i fiori in luogo pubblico, vietato chiedere l’elemosina. Manca solo il divieto di essere poveri”.