NAVE – Crisi “Stefana” Nave, in paese si cercano soldi per aiutare i lavoratori. Ma è una truffa

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Non c’è pace per l’acciaieria “Stefana” attiva a Nave, Ospitaletto e Montirone. L’azienda e i dipendenti stanno attraversando un momento delicato, tra la richiesta di concordato accolta dal tribunale di Brescia ma che impegna i vertici a comporre un piano anti fallimento entro aprile, gli ammortizzatori sociali ancora incerti e la ripresa dei lavori.

Ieri la Cgil dopo un incontro con l’azienda ha annunciato che arriveranno 1.000 euro per ciascuno dei 678 dipendenti come anticipo, lasciando il saldo entro gennaio. Ma a far discutere in queste ore è la presenza di alcuni malintenzionati che, secondo quanto ha rivelato un dipendente al GiornalediBrescia.it e confermato dai sindacati, vanno in giro per Nave a chiedere soldi giustificando il fatto che servono per aiutare i lavoratori della Stefana. Ma in realtà è una truffa.

Della situazione è stato allertato anche il sindaco del paese Tiziano Bertoli che diffonderà messaggi ad hoc sulle bacheche luminose per chiedere di denunciare gli episodi alle forze dell’ordine.