BRESCIA – Tav Brescia-Verona, Legambiente: “Meglio raddoppiare binari esistenti”. E lancia un appello

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Legambiente lancia un appello perché il progetto dell’alta velocità tra Brescia e Verona venga ridiscusso e si prendano in considerazione alternative possibili, come quella del quadruplicamento della linea attuale, realizzando una coppia di binari affiancati agli esistenti e da destinare all’esercizio ad alta velocità secondo il concetto sviluppato nei Paesi dell’area tedesca.

“Questa è l’unica alternativa realistica che potrebbe mettere in discussione l’attuale concessione affidata a Cepav 2, il Consorzio d’imprese che si è aggiudicato vent’anni fa i lavori dell’opera – spiega Dario Balotta, responsabile dei Trasporti di Legambiente della Lombardia – in pratica, un servizio interpolo con velocità massime di 240-250 km/h (stessa velocità cui viaggiano i Freccia Rossa sulla tratta Roma-Firenze oltre che sulle tratte già realizzate Milano-Treviglio e Padova-Mestre), compatibili con le geometrie del tracciato attuale e con la conservazione delle fermate a Brescia e sul Garda”.

La soluzione offerta dal progetto originario di ferrovia ad alta velocità per la tratta Brescia-Verona è secondo Legambiente del tutto insoddisfacente, perché presenta costi economici  (2,5 miliardi di euro, ma che a consuntivo potrebbe raddoppiare) e ambientali decisamente sproporzionati, in cambio di un’offerta di servizi che si rivolge a un segmento di lunga distanza sicuramente minoritario. Inoltre, nella tratta Brescia-Verona si attraversa uno dei maggiori distretti turistici italiani, quello del Garda, che con la nuova linea non solo perderebbe la fermata dei treni veloci, ma vedrebbe devastato il territorio di uno dei marchi vinicoli più prestigiosi a livello mondiale, il Lugana, con compromissioni di superfici vitate superiori ai 200 ettari e perdite di redditi aziendali di gran lunga superiori ai benefici di mobilità.

Per questi motivi l’associazione ha pubblicato un appello che sta già raccogliendo adesioni da parte di esperti del settore trasporti, docenti, urbanisti, associazioni sindacali come Coldiretti, Confagricoltura e Cgil, alcuni Comuni interessati dal tracciato e anche un esperto di trasporto aereo (il progetto che si vuole correggere interesserebbe l’aeroporto vuoto da quindici anni di Montichiari). Legambiente informa che per aderire si può scrivere una mail e consultare l’appello sul sito internet. L’appello verrà poi inviato ai ministri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti.

LEGGI L’APPELLO DI LEGAMBIENTE