TAVERNOLA (BG) – Morto sub lago Iseo, sommozzatori al Corriere.it: “Un vigile del fuoco ci ha fermati”

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Le indagini vanno avanti a 360 gradi per capire chi il 3 gennaio abbia steso una rete “clandestina” nel lago d’Iseo, nella zona di Tavernola, in provincia di Bergamo, dove è rimasto vittima Lorenzo Canini, subacqueo di 39 anni impegnato in un’immersione con un amico. Nei giorni successivi e anche in queste ore gli inquirenti stanno interrogando i pescatori per cercare indizi e risolvere il caso giudiziario.

Canini era rimasto impigliato in una rete dove l’ossigeno delle bombole non era abbastanza per poter risalire in superficie. Ma il caso, come riporta la versione bresciana del Corriere.it, potrebbe riguardare anche le operazioni di soccorso. Il presidente del gruppo dei sommozzatori di Montisola Massimo Ziliani, interpellato dal quotidiano, ha detto di essere stato allertato per un soccorso nelle acque del Sebino.

Con la sua barca ha così raggiunto il punto dove l’amico del sub rimasto impigliato ha attirato l’attenzione. Così si sono calati in acqua per cercare di liberare lo sfortunato 39enne, ma quando sono saliti in superficie per portare altri strumenti con cui tornare sott’acqua, un vigile del fuoco avrebbe imposto di terminare le operazioni per motivi di sicurezza chiesti dal Comando, che, secondo quanto risulta al Corriere, nega la versione.

Di fatto si è fermato tutto e intanto Canini è rimasto vittima. La Procura di Bergamo che indaga sul caso ha acquisito i verbali dei vigili del fuoco, mentre Ziliani chiede di attivare un numero verde per le emergenze e un tavolo di confronto con le istituzioni per i soccorsi.