BRESCIA – “Pietre d’inciampo” per le vittime Olocausto, l’ideatore Gunter Demnig in provincia

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In queste ore in provincia si stanno posando nove “pietre d’inciampo” per ricordare le vittime dei lager ad Adro, Brescia e Gavardo. L’iniziativa è promossa dalla cooperativa cattolico democratica di Cultura e realizzata con il Comune di Adro, di Brescia e di Gavardo, l’Associazione Nazionale Ex Deportati, l’Associazione Nazionale Ex Internati, l’Archivio storico per la Resistenza e l’età contemporanea dell’Università Cattolica Brescia, l’Associazione Fiamme Verdi, l’Associazione Nazionale Partigiani, la Casa della Memoria e l’Università Popolare Astolfo Lunardi.

Ad Adro è stata appena posata in ricordo di Attilio Mena con gli allievi dell’istituto Madonna della Neve. Poi è stato il turno di via Nicolò Tartaglia a Brescia per ricordare Pietro Piastra con gli studenti dell’istituto tecnico commerciale Abba Ballini di Brescia. Sempre in città, a contrada del Carmine, ne sarà posata un’altra a ricordo di Alessandro Gentilini con la scuola superiore Andrea Mantegna. A seguire sarà il turno di vicolo Inganno a ricordo di Ubaldo Migliorati con il liceo classico Arnaldo.

Poi in vicolo Dimesse per il ricordo di Federico Rinaldini con gli allievi del liceo classico Cesare Arici, in via Fratelli Lechi in angolo con Largo Torrelunga, in ricordo di Rolando Petrini con il liceo linguistico Luzzago. A seguire in via Pila per ricordare Silvestro Romani con il liceo Veronica Gambara. L’ultimo sarà a Gavardo Benecco di Soprazzocco nel pomeriggio per il ricordo di Rivka Jerochan e Davide Arditi con la scuola locale Bertolotti. In ogni occasione ci sarà Gunter Demnig (nella foto)artista creatore delle Pietre d’inciampo. Nato a Berlino nel 1947, abita da sedici anni a Colonia, sebbene da anni trascorra la maggior parte dell’anno viaggiando da un luogo all’altro in Europa per collocare le pietre d’inciampo. Voleva diventare pilota, ma attratto dall’arte studiò all’Accademia di Belle Arti.

Nel 1993 iniziò a concepire il progetto delle “Pietre d’inciampo”, la prima posa, non autorizzata, poi sanata ,risale al 1997 a Berlino Kreutzberg. Dal 2000 Demnig ha iniziato a posare le sue pietre in tutta Europa. Sono ora più di 45 mila e si trovano in oltre 1.000 località europee comprese tra le isole Jersey e l’Ucraina, tra la Norvegia e l’Italia. È difficile tenere il conto, perché Gunter Demnig accoglie e soddisfa tutte le richieste, anche quelle dalle località più remote. Per questa sua idea e per la determinazione nel realizzarla, ha ricevuto riconoscimenti dallo Stato tedesco e da numerose associazioni e fondazioni dedite a coltivare la memoria della Shoah e dei crimini del nazifascismo, come pure a promuovere la comprensione e la pace tra le nazioni.

Demnig fin dall’inizio è sempre stato consapevole che sarà impossibile posare pietre d’inciampo in numero sufficiente per ricordare i milioni di vittime del nazismo, per cui il progetto ha valore simbolico. Con il suo team può realizzare e posare 440 pietre d’inciampo al mese. Lo scultore Michael Friedrichs-Friedländer incide a mano le lettere delle iscrizioni una ad una, mentre Demnig le posa intervenendo sempre personalmente, salvo poche eccezioni. L’artista ha scelto di proposito di seguire questo modello operativo e vuole mantenerlo anche in futuro. I nazisti hanno ucciso le persone attraverso uno sterminio di massa.

Le pietre d’inciampo vogliono ridare ad ogni vittima il suo nome e far ricordare ogni singolo destino, per cui ogni pietra è realizzata manualmente come pure manualmente è collocata là dove viveva la persona ricordata. La messa in opera non vuole essere un gesto routinario, ogni singola vicenda umana commuove e deve portare alla commozione. “Volutamente ci rifiutiamo di realizzare la posa come azione di massa, perché così vogliamo contrapporre la nostra opera allo sterminio di massa” dice l’artista.