TAVERNOLA (BG) – Subacqueo morto nel lago d’Iseo, indagini su chi ha messo la rete “clandestina”

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Vanno avanti le indagini per capire chi il 3 gennaio scorso abbia steso la rete nelle acque del lago d’Iseo, sulla sponda bergamasca, dove è morto il sub Lorenzo Canini, di 39 anni. L’uomo era impegnato con un amico in un’immersione ma a un certo punto Canini, rimasto impigliato, non era più riuscito a salire in superficie.

L’ossigeno a sua disposizione sarebbe bastato solo per altri 30 minuti, poi l’amico ha cercato di aiutarlo dandogli un po’ del suo, ma non è bastato. Subito dopo aver riportato a riva il cadavere dell’uomo, sono scoppiate le polemiche su quel fatto, a partire dal presidente di Legambiente Basso Sebino Dario Balotta che aveva definito il lago d’Iseo “un far west senza la motovedetta dei carabinieri”.

Nei giorni successivi e ancora in queste ore i carabinieri stanno interrogando i pescatori della zona per capire chi abbia steso quella rete “clandestina”. Ma ancora non ci sono tracce utili. Secondo gli inquirenti quel tipo di rete non poteva essere immersa nel posto dove è morto il subacqueo.