BRESCIA – La rassegna Rapiti dall’Eden con Ottavia Piccolo

0

Sabato 10 gennaio alle ore 17.30, al Nuovo Eden si terrà il primo appuntamento del 2015 di Rapiti dall’Eden – I pomeriggi tra cinema e teatro, un progetto nato dalla collaborazione tra Nuovo Eden e CTB – Teatro Stabile di Brescia.

La protagonista, nella sala dalle poltroncine rosse, che per l’occasione sarà intervistata da Daniele Pelizzari, curatore degli incontri, sarà Ottavia Piccolo, in scena in questi giorni e fino a domenica 11 al Teatro Sociale con 7 minuti: uno spettacolo di Stefano Massini, per la regia di Alessandro Gassman, che parla di lavoro, di donne, di diritti, dando voce ed anima a undici operaie che raccontano le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento..

Al termine dell’incontro verrà proiettato il film Anna Politkovskaja why?, tratto dallo spettacolo “Donna non rieducabile”, sempre di Stefano Massini in cui proprio Ottavia Piccolo interpreta la giornalista russa del Novaya Gazeta, brutalmente assassinata il 7 ottobre 2006 per le indagini sullo sterminio ceceno. Adattati e messi insieme da Massini e splendidamente interpretati dalla Piccolo, gli articoli e i brani autobiografici della Politkovskaja vivono e parlano al mondo di oggi.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

“Ho scritto “Donna non rieducabile” adattando in forma teatrale brani autobiografici ed articoli di Anna Politkovskaja. La mia idea era trasformare drammaturgicamente questi materiali lavorando sullo scatto d’istantanea, ovvero sulla sequenza immediata, sul flash che coglie un dettaglio e dalla somma di dettagli ricava l’insieme. Non ho voluto raccontare la “storia di Anna”: non mi interessava. E neppure mi interessava farla raccontare ad altri personaggi eventuali. Il mio unico obiettivo era restituire dignità teatrale ad una sensazione che mi aveva colpito nel primo avvicinamento ai testi della Politkovskaja: la loro feroce immediatezza. La loro portata fotografica. Ho tentato così di costruire un album di immagini, una carrellata di esperienze in presa diretta, una galleria di zoom su precise situazioni, atmosfere, solo talvolta stati d’animo. Ne è nato un collage di quasi 20 quadri. Ogni volta che il quadro inizia il pubblico non sa niente: viene brutalmente scaraventato dalle parole in un determinato contesto che non conosce e che sta a lui ricostruire dai particolari. E’ come se per 20 volte gli occhi si riaprissero e si richiudessero su temi e luoghi diversi, sempre da intuire. Direi che non si tratta di un testo “su Anna Politkovskaja”, bensì un viaggio “negli occhi di Anna Politkovskaja”. Visione in soggettiva degli abissi russo-ceceni.”

Stefano Massini

“Anna Politkovskaja ha firmato oltre duemila articoli sulla guerra in Cecenia, sulla tragedia della Dubrovka e su quella di Beslan. E della sua forza di scrivere quello che vedeva, della sua etica, del suo raccontare incurante dei rischi e delle minacce, parla lo spettacolo sconvolgente per lucidità «Donna non rieducabile» di Stefano Massini, con la rigorosa regia di Silvano Piccardi, gli arpeggi di Floraleda Sacchi e la bella interpretazione di Ottavia Piccolo che mai cedendo alla facile retorica, mai scadendo nel sentimentale, ma sempre con il potere della ragione da voce ancora una volta alle parole della giornalista. E lo fa restituendo con bravura e intensità la passione di chi crede, l’indignazione di chi sa, il dolore di chi vede e deve, è un imperativo categorico, testimoniare. E lo spettacolo è una lama di luce che squarcia il buio del potere.”

Magda Poli, su “Corriere della sera”

Recensione di “Donna non rieducabile”, marzo 2011

“Niente agiografia postuma, niente retorica nell’ asciutto testo di Stefano Massini che rende omaggio alla battaglia di verità di Anna Politkovskaja con lo stesso rigore con cui lei ha affrontato il suo mestiere. Il risultato è una galleria di istantanee di cruda immediatezza. Eccezionale Ottavia Piccolo che distilla parole, gesti e sguardi scatenando nel pubblico un’emozione violenta destinata a durare a lungo. Anche a mettercela tutta, impossibile trovare un difetto a questo spettacolo che riporta il teatro alla sua necessità di rito civile.”

Sara Chiappori, su “La Repubblica”

Recensione di “Donna non rieducabile”, marzo 2011