PISOGNE – Infortunio mortale via Labirinto a Brescia, Pisogne piange Andrea Ciglia

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Si chiamava Andrea Ciglia il 43enne di Pisogne che ieri, mercoledì 7 gennaio, è morto sul lavoro nel pomeriggio in via Labirinto in città. Nell’azienda Cbc Scavi Srl che, secondo il GiornalediBrescia.it, aveva rilevato con il fratello Matteo dal padre Umberto, è stato coinvolto in un incidente, colpito alla testa e al torace da un pesante tubo usato generalmente per gli interramenti.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia, l’uomo era a pochi passi dal camion alla prese con lo scarico dei tubi di scavo. Ne ha raccolti un paio, ma poi l’ennesimo forse si è staccato dal resto del carico o è scivolato piombando sullo sfortunato operaio. Oltre ai soccorsi del 118 tra l’automedica di Brescia e un’ambulanza da Flero poi rivelati inutili, è accorso il padre Umberto che stentava a parlare per il dramma.

Il resto degli operai che lavoravano nella piazzola si sono fermati guardando il corpo dell’uomo rimasto sotto il tubo che poi i vigili del fuoco hanno rimosso. Il 43enne aveva imparato proprio dal padre a fare quel lavoro per l’azienda che si occupa di scavi e posa di tubi civili e industriali. Una morte che ha scosso la comunità del paese al confine tra Sebino e Valcamonica. Andrea lascia la moglie Monica Zanardini, il papà Umberto e la mamma Lucia Bariselli Maffignoli e i fratelli Matteo ed Elena. Nella foto, tratta dal GiornalediBrescia.it, il luogo dove si è svolto l’incidente sul lavoro