NAVE – Crisi “Stefana”, Tribunale accoglie richiesta di concordato. Tavolo tra istituzioni e sindacati

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Il Tribunale di Brescia ha accolto la richiesta di concordato preventivo con riserva dell’acciaieria “Stefana” che sta vivendo giorni di preoccupazione negli stabilimenti di Nave, Ospitaletto e Montirone. Nell’impianto di Nave, forse per questione di debiti, l’Enel ha tolto la corrente elettrica, mentre Snam, come a novembre, ha chiuso i rubinetti del gas.

La partita vede protagonista l’azienda che adesso ha quattro mesi di tempo, fino ad aprile, per presentare un piano ritenuto credibile dal Tribunale con cui sistemare il bilancio, saldando i debiti tra creditori e banche. L’alternativa è il fallimento e 700 dipendenti a casa. I Comuni di Nave, Ospitaletto e Montirone, come si legge in una nota di piazza Paolo VI e che ospitano le sedi, hanno aperto un tavolo fisso di consultazione insieme ai sindacati, Comunità montana della Valtrompia e Provincia di Brescia.

“Al Comune di Nave si è tenuto un incontro relativo alla situazione del Gruppo Stefana con la presenza dei sindaci Tiziano Bertoli per Nave, Giovanni Battista Sarnico di Ospitaletto e Francesco Lazzaroni per Montirone, il dirigente della Provincia di Brescia Giacomo Pagani, il presidente della Comunità montana della Valtrompia Massimo Ottelli, i segretari provinciali della Fim Cisl Alessandra Damiani e di Fiom Cgil Francesco Bertoli con gli operatori e delegati sindacali del gruppo siderurgico.

L’incontro – si legge nella nota congiunta – oltre a ribadire la vicinanza e la solidarietà ai lavoratori, è servito a fare il punto su una vicenda che preoccupa le comunità locali e che dopo la richiesta di concordato pone pesanti interrogativi sulla prosecuzione dell’attività produttiva dei quattro stabilimenti di Nave, Ospitaletto e Montirone. Dopo le prolungate fermate dovute alla sospensione del gas e rottame la preoccupazione per il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali è veramente forte.

L’ansia dei lavoratori, delle loro famiglie è la stessa che stanno vivendo le nostre comunità qualora, l’importante gruppo siderurgico con 700 addetti e un numero considerevole di indotto collegato, riducesse la capacità produttiva e la forza lavoro impiegata. Per mantenere alto il livello di informazione sulla vicenda – continua la nota – le istituzioni locali (Comuni, Provincia e Comunità montana) considerano opportuno istituire presso il Comune di Nave un tavolo di consultazione permanente che verrà convocato per valutare le decisioni del giudice indicato dal Tribunale sulla proposta di concordato ed agire affinché la questione industriale e occupazionale del gruppo Stefana sia all’attenzione delle forze politiche, amministrative e di governo a tutti i livelli”. Oggi, giovedì 8 gennaio, i sindacati sono stati impegnati in un nuovo incontro con l’azienda. Al centro, gli ammortizzatori sociali, pagamento degli stipendi arretrati e l’inizio dell’attività dopo l’interruzione della fornitura del gas.