SAN JUAN (ARG) – Dakar moto, Botturi 17° dopo la caduta nella seconda tappa. "Giornata difficile"

0

La maggior parte dei piloti partecipanti alla Dakar in corso in sud America, compreso il lumezzanese Alessandro Botturi, hanno parlato di una tappa durissima riferendosi alla seconda che si è svolta ieri. Sul percorso ideato da David Castera, in tutto 518 chilometri, è stato subito duro, sin dall’inizio sulla montagna. Passaggi tortuosi e trialistici, ancor più difficili con le moto da Rally, seppure quelle di oggi siano molto più agili e leggere rispetto alle Formula 1 del deserto di qualche anno fa.

E poi giù verso la Pampa Grande, un’infinita spianata di vegetazione bassa e più o meno rada. Con la temperatura che supera i 40° e il vento. Poi il finale da “massacro” su un lungo tratto sabbioso di dunette, tempestato di tratti di fesh-fesh e “tagliato” nella parte finale. Un terzo dei concorrenti è rimasto fuori. Botturi, a bordo della Yamaha Wr 450 Rally, a 40 km dal traguardo è caduto in un punto improvviso, una buca sotto le ruote coperta dal fesh-Fesh. Ma poi ha finito la tappa e concluso la “Speciale”, vinta da Joan Barreda, al 17° posto con i compagni di squadra Olivier Pain e Michael Metge rispettivamente davanti e alle sue spalle.

La terza tappa sarà meno critica. Da San Juan a Chilecito in Argentina sono previsti 220 km di prova speciale. Se vengono meno le condizioni limite del percorso, i concorrenti andranno incontro a un altro aumento delle temperature. “E’ stata una giornata difficile come per tutti – ha detto Botturi al termine della seconda tappa.- La Prova Speciale era molto lunga, il caldo allucinante.

Per fortuna gli organizzatori hanno deciso di accorciarla eliminando l’ultimo tratto a partire dal Cp 3. Avevamo deciso di correre piano per testare adeguatamente la moto e tutto andava per il meglio. All’improvviso sono caduto, non ho fatto neanche in tempo a reagire. Sono rimasto stordito per cinque minuti, poi sono risalito in moto e sono ripartito. Non mi sentivo troppo bene, ma il trasferimento finale non era lungo”.