BRESCIA – Cinema, arriva il digitale. Metà sale parrocchiali chiudono. Don Bianchi: “Seguirlo è sbagliato”

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Con il passaggio dai film in pellicola al digitale, metà delle sale cinematografiche parrocchiali in provincia di Brescia è destinata a chiudere a favore dei colossi quali sono le multisala. Come riporta il GiornalediBrescia.it, dotarsi della nuova tecnologia indispensabile per proiettare i nuovi film in uscita costa circa 60 mila euro. Troppo per diverse realtà, soprattutto quelle piccole, che sarebbero costrette a indebitarsi e recuperare nel tempo.

Quindi, hanno deciso in molte di rinunciare e chiudere. Citate dal quotidiano bresciano, le diciassette sale che oggi possono trasmettere film sono a Bagnolo Mella, Bienno, Villaggio Sereno e Prealpino a Brescia, Collebeato, Esine, Ghedi, Lovere, Manerbio, Montichiari, Nave, Palazzolo, Pavone Mella, Ponte Caffaro, Pontoglio e Provaglio d’Iseo. Poi ci sono quelle che ci stanno lavorando, anche con l’aiuto dei cittadini, collette e iniziative, come Edolo, Lodrino, Roncadelle, Inzino e Sant’Apollonio di Lumezzane.

Chiudono, invece, Sant’Antonio a Brescia, Villanuova ancora incerta, Agnosine, Bovegno, Desenzano, Lonato, Marone, Odolo, Prevalle, Sale Marasino, Cologne, Pieve e San Sebastiano di Lumezzane, Ospitaletto e Sabbio Chiese. Il meccanismo del digitale prevede di sostituire la classica “pizza” con un hard disk dotato degli elementi digitali (il vero e proprio film). Ma per poterlo usare serve, appunto, il proiettore.

Ma c’è una voce fuori dal coro, quella di don Adriano Bianchi, direttore dell’ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Brescia e del settimanale “Voce del Popolo”, oltre che presidente dell’associazione cattolica esercenti cinema che dice come le sale parrocchiali non debbano essere usate solo per i film, ma ospitare incontri e momenti di comunità.