Attentato “Charlie Hebdo”, dopo quella strage oggi siamo tutti francesi

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Mortali e oscure kalashnikov contro libere matite. Allibito e molto colpito per quello che è successo. La satira è sempre in prima fila per la libertà. Se tutti i giornali del mondo pubblicassero le vignette di “Charlie Hebdo” non darebbero una grande risposta all’odiosa strage di Parigi?

Hanno voluto colpire la satira verso Maometto, perché con tutti si può ironizzare tranne che col profeta. Si può scherzare con Cristo, col papa, con Mosè, col Budda. E nessuno di coloro che nutrono queste fedi si sente in dovere, non dico di ammazzare qualcuno, ma neppure di impedire che la satira che colpisce le loro religioni o credenze venga resa pubblica.

Questi terroristi infami dell’integralismo islamico non è la prima volta che tentano di uccidere per affermare il loro diritto di repressione e addirittura di morte. Pensiamo alla persecuzione a cui è stato sottoposto l’autore dei versetti satanici. Pensiamo agli attentati al giornale danese delle famose vignette. Io oggi sono francese.

Sono Charlie Hebdo. Sono il direttore di questo giornale. Sono i redattori di questo giornale. Sono i poliziotti caduti per difendere la libertà. Sono anche Michel Hellebeque, l’autore di “Sottomission” che proprio oggi doveva presentare il suo libro. Lo scrivo e lo dico ad alta voce, senza paura.

Celso Vassalini