MILANO – Trasporto locale, Balotta (Legambiente): “Con 50 mln in meno, si tagliano corse e aumentano tariffe”

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Saranno di 50 milioni di euro i tagli al trasporto pubblico locale lombardo per il 2015, è questa la decisione presa dalla Regione Lombardia a fine anno. Si annuncia, pertanto, un anno nuovo di caos e di peggioramento dei servizi per pendolari e studenti – si legge in una nota di Dario Balotta, responsabile dei Trasporti per Legambiente Lonbardia – partiranno tagli delle corse e aumenti tariffari per sopperire alla riduzione di 50 milioni di risorse (il 4% del totale), destinate alla copertura dei contratti di servizio in corso.

E questo nell’anno di Expo e soprattutto nel periodo in cui il trasporto pubblico (4,2 milioni di passeggeri usano l’autobus e 670 mila il treno) è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale nel soddisfare i bisogni di mobilità nelle aree urbane e metropolitane per sviluppare la mobilità sostenibile. Al centro della crisi dei trasporti lombardi non ci sono però solo i tagli, ma la confusione normativa causata dalla legge regionale di riforma del trasporto, approvata nel 2012 (all’unanimità dopo 4 anni di discussione). Nata, sulla carta, per ridurre i costi, razionalizzare le spese, migliorare il servizio e introdurre elementi di concorrenza nel settore, non è ancora applicata.

Si dovevano far nascere cinque agenzie dei trasporti slegate da logiche di potere e amministrative e più rispondenti a criteri oggettivi (geografici) della domanda di trasporto – continua Balotta – invece oggi è ancora tutto in alto mare. Il primo passo, la costituzione dell’Agenzia, è stato fatto solo a Bergamo e Brescia, perché da sole rappresentano un’entità territoriale e non hanno la necessità, a differenza di Milano, Cremona, Varese o Lecco, di accordarsi con altri enti. Dopo aver costituito l’organismo, si sarebbero dovuti riprogrammare orari e corse dei servizi e lanciare gare vere. Risultato: ciò che doveva essere una realtà nel 2012, oggi è ancora un progetto con l’aggravante che, una ventina di aziende operanti in Provincia di Milano, di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi Pavia e Sondrio, hanno i contratti scaduti dal 31 dicembre scorso.

Molti verranno prorogati per la terza volta, come a Brescia e Bergamo città e Provincia, mentre da altre parti sono partite le gare d’appalto dagli enti locali e non dalle agenzie, come prevede invece la legge 6/12. Entrambe le soluzioni che verranno adottate per l’affidamento dei servizi saranno in contrasto con le norme in vigore e giustificate dalla necessità di garantire la continuità dei servizi. E’ cosi che ancora una volta non si potrà individuare il gestore più efficiente. Grazie alla vecchia logica burocratico amministrativa – va avanti la nota – Comuni e Province li faranno passare come ineluttabili tagli e rincari tariffari.

Non aver messo al centro qualità ed efficienza, velocità commerciale, riduzioni dei costi, vere integrazioni tariffarie (autobus-treno) sta portando il settore nel caos. Quello lombardo è un cattivo servizio di trasporti sempre più in crisi non certo adeguato alle esigenze di mobilità di una delle regioni più ricche d’Europa, in cui l’offerta di trasporto è praticamente sparita nelle ore serali e nei giorni festivi e insufficiente nelle ore di punta. Se Trenord piange perchè da 2 anni è in crisi, le autolinee urbane ed extraurbane non ridono affatto. Manca la regia della Lombardia impegnata a coprire i buchi della fallimentare politica autostradale (BreBeMi).