CARLOS PAZ (ARG) – Dakar, Botturi contro il filo spinato nella prima "speciale". Ora deve correre

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Ieri, domenica 4 gennaio, si è svolta la prima gara di prova per la Dakar, la corsa più estrema e dura del mondo fino al 17 gennaio in Sud America e che vede tra i partecipanti anche il pilota di Lumezzane Alessandro Botturi a bordo di una Yamaha. E la gara delle moto ha rischiato di avere proprio in Botturi il protagonista di un episodio clamoroso. Nell’inseguire il cileno Daniel Gouet, il valgobbino è uscito di strada, circa a metà della prima speciale, finendo contro una recinzione di filo spinato e rischiando di dover chiudere subito la sua Dakar.

Ma Botturi ha rapidamente estratto la sua Yamaha Wr 450 Rally dal groviglio, ha riposizionato le leve del manubrio e ripreso la corsa. Nessun risultato in programma, Botturi paga con oltre sei minuti di ritardo rispetto al vincitore della prima tappa e con una posizione di classifica, la 25a, non coerente con il suo potenziale. Ma il ritardo accumulato è stato appena superiore rispetto a quello che Botturi prevedeva. A vincere la prima tappa della Dakar Argentina-BoliviaCile, per 176 km di prova speciale e trasferimenti per oltre 600 chilometri, è stato l’inglese Sam Sunderland, di appena cinque secondi più veloce del portoghese Paulo Gonçalves.

Il campione in carica Marc Coma è terzo e Joan Barreda quarto, in un ordine di arrivo che, riflesso sulla partenza della seconda tappa, consente a Botturi di recuperare almeno una buona parte dello svantaggio. Dal punto di vista tattico, l’imprevisto patito dal pilota valgobbino cambia solo di poco il programma che il bresciano aveva impostato prima della partenza. Considerando quella tabella di marcia teorica, infatti, dovrà solo anticipare l’attacco a quel podio che è un obiettivo ambizioso ma realistico. “Ho giocato il mio jolly e mi è andata bene, ma poteva davvero finire qui la mia Dakar.

Ero all’inseguimento di Daniel Gouet – commenta Botturi a fine gara – e correvo nella sua polvere. Così non sono riuscito a vedere in tempo una curva secca. Sono volato oltre il fosso che delimitava la pista e la moto si fermata contro una recinzione di filo spinato. Poteva andarmi male e invece sono riuscito rapidamente a riprendere la corsa. Solo che a quel punto ho preferito tenere un passo più sicuro, ho rinunciato ai sorpassi e cercato un ritmo di assoluta sicurezza. Adesso son in ritardo. Non molto ma è chiaro che dovrò iniziare a spingere per recuperare. Se doveva proprio succedere, meglio ora che più avanti nel Rally”.