BRESCIA – Brescia, saldi al via il 3 gennaio. Adiconsum Cisl lancia dieci regole per evitare “fregature”

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Le difficoltà del commercio hanno spinto tanti negozianti a sviluppare strategie di marketing basate sulla fidelizzazione dei clienti ai quali, attraverso sms e mail, vengono riservati vantaggi speciali. “In sostanza – dice Giuseppe Vilardi, responsabile di Adiconsum Brescia, l’associazione dei consumatori promossa dalla Cisl – il via ufficiale, da domani 3 gennaio, ai saldi invernali è stato abbondantemente anticipato.

Ma se le strategie di fidelizzazione del cliente sono in fondo una garanzia di qualità e di affidabilità anche per i consumatori, non sempre queste condizioni sono generalizzate nella stagione dei saldi. Per evitare che la ricerca di un buon affare si trasformi in una delusione, Adiconsum rilancia un vademecum per evitare brutte sorprese”. Ecco come comportarsi:

– verificare che sull’oggetto in saldo ci sia sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;
– diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo;
– sconti superiori al 50, 60% nascondono spesso merce non proprio nuova;
– fare attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;
– confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;
– controllare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso presentato in negozio;
– diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;
– nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici;
– chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro due mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello);
– conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa.

“Se poi, nonostante tutte le attenzioni, si incappa nel commerciante che si rifiuta di cambiare un articolo difettoso in saldo o che si rifiuta di restituire i soldi – conclude Vilardi – il consiglio è quello di rivolgersi immediatamente alla Polizia Municipale. Adiconsum è a disposizione per fornire informazioni e assistenza”.