MILANO – Nuovi edifici religiosi, norme più rigide. Beccalossi: “Serve nuova legge regionale”

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“Il tema della costruzione di nuovi edifici religiosi, a Milano così come in qualunque Comune lombardo, è più che mai attuale e per questo riteniamo che la strada giusta per avere regole chiare, moderne e trasparenti sia quella di una nuova legge regionale”. L’ha detto l’assessore lombardo al Territorio e Urbanistica Viviana Beccalossi intervenendo nel dibattito di questi giorni sulla possibile destinazione di aree a Milano e in altri luoghi della Lombardia per la realizzazione di nuovi luoghi di culto.

“L’8 e il 15 gennaio la commissione consiliare terminerà il lavoro di raccolta delle osservazioni, per poi ultimare il progetto di Legge da sottoporre al voto dell’aula. Il nostro intento è chiaro: la costruzione di una moschea o di qualsiasi altro luogo di culto non possono essere affidate a iniziative estemporanee, che non tengano conto di precisi vincoli urbanistici o di sicurezza e, soprattutto, che non prevedano la partecipazione dei cittadini al processo decisionale”.

Tra le novità inserite nella proposta di legge, verrà introdotta la Conferenza ambientale strategica (VAS). Le amministrazioni che vorranno costruire moschee, templi buddhisti o qualunque altro edificio religioso saranno obbligate a darne evidenza in un apposito documento da sottoporre alla Conferenza, che sarà quindi aperta alle osservazioni di tutti. Inoltre, le aree individuate dovranno rispondere a precisi requisiti, quali la presenza di parcheggi per almeno il 20% della superficie interessata dall’intervento, l’installazione di videocamere di sicurezza, l’adeguata distanza da altre strutture religiose e la coerenza architettonica con le caratteristiche delle costruzioni esistenti.

“Già oggi – prosegue Beccalossi – esiste una normativa di riferimento, rappresentata dalla legge regionale 12/2005, con contenuti precisi a cui tutti i Comuni devono attenersi. Sono certa che anche il Comune di Milano e i suoi tecnici, che starebbero per emanare un bando riguardante tre aree della città, rispetteranno i parametri previsti dalla legge per evitare eventuali ricorsi. In ogni caso e guardando al futuro – conclude – una nuova legge, che valga per tutti e che supplisca alle norme attuali, ponendo l’accento sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico che certamente non erano al centro dell’attenzione anni fa, è la risposta migliore che possiamo dare ai cittadini”