BRESCIA – Cinque giorni con “Jimmy’s hall” al Nuovo Eden

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Da giovedì 1 a lunedì 5  gennaio 2015, presso il cinema Nuovo Eden, si terranno le proiezioni del film “Jimmy’s hall”, di Ken Loach.

Irlanda, anni Trenta. Jimmy Gralton torna a casa, nella Contea di Leitrim, per aiutare la madre a prendersi cura della fattoria di famiglia. Jimmy ha passato dieci anni in esilio negli Stati uniti e il Paese che ritrova, dopo anni di Guerra Civile, ha un nuovo governo ed è pieno di speranze. Spinto dai giovani della Contea di Leitrim, Jimmy accetta di riaprire la “Pearse-Connolly Hall”, una sala dove le persone possono incontrarsi per ballare, studiare o discutere. Ma Jimmy sa che la sua decisione e le sue idee progressiste riaccenderanno gli antichi dissapori con la Chiesa e i proprietari terrieri. Infatti, puntualmente, il successo del luogo fa riaffiorare le tensioni…

ORARI: giovedì, sabato e lunedì ore 21; venerdì ore 17, 20.40 e 22.30; domenica ore 18 e 21.

“Il film, applauditissimo sulla Croisette, si fa trascinare dalla musica gaelica, si immerge nei paesaggi verde smeraldo, inanella lane grosse e caschetti anni Trenta, ammicca alla narrazione emotiva (…) la figura di Gralton meritava comunque di essere raccontata, Loach ne fa l’eroe di una ballata malinconica, un po’ amara ma con tenerezza.”

Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’

“Una storia vera, anche se ampiamente romanzata. Un personaggio eroico come ce n’è ormai pochi. E tutto il romanticismo degli eroi ‘contro’ cari a Ken Loach, proiettati in un piccolo mondo perduto e struggente, l’Irlanda rurale degli anni 30, che tornava improvvisamente a sperare malgrado le ferite della Guerra civile e le cupezze della Grande Depressione. (…) un concentrato di energia che resuscita un personaggio leggendario nell’Irlanda del Nord, Jimmy Gralton. Anche se come sempre in Loach nessuno è un’isola, la luce che illumina ogni protagonista arriva dal mondo circostante. (…) Temperato da un buonumore contagioso e da una capacità di dare vita con pochi tratti a personaggi straordinari (…) che resuscita la grandezza e la generosità di certi film di John Ford. Anche se con molta nostalgia e disillusione in più.”

Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’

Sono invecchiato vagabondando per vallate e per colline…». Seduti in circolo nella sala da ballo che si sono da poco ricostruiti, Jimmy Gralton (Barry Ward) e i suoi leggono “La canzone di Aengus il vagabondo”. Che cosa è, e dove è, la piccola trota d’argento che nella poesia di William Butler Yeats diventa una fanciulla e subito svanisce? Ognuno cerca la sua risposta, felice di immaginare e argomentare. È questo il momento più intenso di “Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e di libertà”. […]

Come nei suoi film migliori, Loach si tiene lontano dai pericoli dell’ideologia. Jimmy e gli altri non prendono lezioni da Stalin, come invece sostiene il prete. Vogliono solo un luogo in cui essere se stessi, imparando a ballare come si fa in America. Ed è questo a preoccupare padre Sheridan. Si comincia con i balli, dice, e si finisce con i libri. E poi, dopo i libri? Dopo i libri, forse, le sue parole dal pulpito non avranno più lo stesso effetto. Da quei libri, forse, uscirà una piccola trota d’argento, sulla cui bellezza ognuno immaginerà e argomenterà. Insomma, si inizia con il ballo e si finisce con la libertà.

Roberto Escobar, ‘L’espresso’