APRICA – Filmati e racconti sulla vita dell’alpinista Walter Bonatti. Sarà disponibile anche in dvd

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Più di un’ora di filmati d’epoca e più recenti, intervallati dai racconti e dalle riflessioni di Rossana Podestà per una retrospettiva della vita di Walter Bonatti. La storia dell’uomo, prima ancora che quella di uno dei più grandi alpinisti di sempre, condita da aneddoti di vita quotidiana. È il contenuto del docu-film “W di Walter” proiettato ieri sera nella sala congressi della località valtellinese proposto dalla sezione locale del Cai con la regista Paola Nessi. L’ex diva del cinema anni 50 e 70 ha voluto narrare a suo modo, dalla casa di Dubino in Valtellina, la vicenda umana e la loro trentennale storia d’amore del protagonista di imprese epiche (come quella del 1954 sul K2), ma anche esploratore di terre lontane e photoreporter per Epoca di vulcani, deserti, mari e foreste. Angelo Schena, presidente della Fondazione Luigi Bombardieri ed ex presidente del Cai Sondrio, ha sintetizzato l’incontro.

La celebre Nausicaa del film “Ulisse” e proprio l’eroe greco di Omero, come fu anche definito Bonatti all’epoca delle sue imprese. L’ultima, nel 1965, la prima invernale sulla nord del Cervino, lo rese pago e ripagato, in particolare delle calunnie patite all’epoca del K2. Ardito Desio, capo spedizione dell’impresa del 1954 sulla “montagna degli Italiani”, gli aveva preferito Compagnoni e Lacedelli per l’ultimo assalto alla vetta, impiegando Bonatti come sherpa per la corsa a portare l’ossigeno ai due fino all’ultimo campo e obbligandolo poi, insieme al compagno Mahdi, a trascorrere all’addiaccio un’intera notte ad 8 mila metri, la zona della morte, avventura dalla quale i due uscirono vivi.

Solo tardivamente, nel 2004, quando la verità era ormai conclamata, anche il Cai nazionale rimise a posto le cose la storia della conquista del K2 e riabilitò Bonatti come uno degli artefici principali dell’impresa, mandando in polvere le accuse di aver succhiato l’ossigeno destinato a Compagnoni e Lacedelli. E proprio verso la fine del film si parla di un’altra ombra che gravò su Bonatti, quella della tragedia del Bianco, dove quattro dei sette dell’improvvisata spedizione comune morirono. Mazeaud, uno dei sopravvissuti insieme a Bonatti, scagionò anche qui lo scalatore lombardo dal non aver fatto il possibile per evitare la morte dei compagni. Sarà anche distribuito in dvd con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport il 20 febbraio.

Tra le autorità intervenute, c’erano il sindaco di Aprica Carla Cioccarelli, il vicesindaco Bruno Corvi, don Augusto Azzalini e il presidente della sezione Cai locale Marco Negri. Riguardo al lascito di Bonatti, non sembra intenzione degli eredi mantenere la casa di Dubino ed esaudire il desiderio di chi la vorrebbe trasformare in museo, mentre sorte migliore dovrebbero avere documenti, filmati e attrezzature dello scalatore esploratore che sono al momento conservati nel caveau di una banca a Tirano.