SANTA CATERINA. Prove tecniche sci Coppa del Mondo, vince Ganong. Innerhofer arriva solo 14°

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Un americano da Kit Carson, pioniere e icona del far west, e il numero uno degli austriaci, il campione olimpico di discesa a Sochi, Matthias Mayer sul podio a Santa Caterina Valfurva nelle prove tecniche della Coppa del Mondo di sci. Di Travis Ganong, il vincitore del weekend, non si sapeva moltissimo. Se non che vive con la canadese Marie Michelle Gagnon, specialista delle prove tecniche di Coppa del Mondo, sul lago di Tahoe ai confini tra la California e il Nevada, dove quest’estate hanno messo su casa e presto famiglia.

Prima dell’exploit odierno era salito sul podio una sola volta, terzo nella libera dell’anno scorso a Kvitfjell. Però, magari approfittando della lunga assenza dalle gare per infortunio di Svindal e Guay, è sempre uno dei magnifici sette della discesa. Cresciuto nella zona sciistica della Squaw Valley, sede dei giochi invernali del 1960, ha iniziato dal freeski prima di tuffarsi nello sci alpino e scegliere la velocità come disciplina nella quale primeggiare. “Amo le mie montagne e il bellissimo lago. Ho letto tutto di Kit Carson, il mio eroe. D’estate mi piace andare in bici e fare trekking. Non riesco mai a star fermo. Ovviamente vado matto per Marie Michelle. E poi vi avverto: oggi ho vinto, ma sono solo all’inizio”.

Non si considera un carneade. Anche se sulla pista “Deborah Compagnoni” gli sono andate tutte per il giusto verso. Scivolando sugli sci come un razzo soprattutto nel bosco. Infilando il curvone del Fank e prendendo velocità anche dal vento che gli soffiava sulla schiena nel tratto tra il quarto e quinto intertempo nel quale ha estratto la Colt ed è stato tremendo. Il vento oggi l’ha fatta da protagonista e ha cambiato le carte in tavola dal momento che la partenza è stata abbassata di 160 metri, ma non si poteva fare diversamente per via delle raffiche oltre i 60 chilometri all’ora che prendevano di petto i discesisti in ricognizione di buon mattino tra le rocce dopo il via ai 2.750 metri della Cresta Sobretta.

La gara ha poi perso in spettacolarità e ha favorito più i supergigantisti. Danneggiando invece Christof Innerhofer che sui primi salti e tra tutte quelle curve del tratto cancellato del percorso era convinto che avrebbe ottenuto un risultato diverso dal 14° posto finale. Avrebbe anche potuto vincere, come del resto Dominik Paris al quale per sei metri è sfuggito il successo e per tre e mezzo il secondo gradino del podio. “Non potrò mai dire che questa pista mi piace da impazzire, ma non posso neanche negare che con la partenza abbassata non ne abbia tratto beneficio. Errori gravi del resto non ne ho commessi. Ma neanche Ganong, credo, se è per questo. E anch’io, ve lo devo confessare, sono stupito di come sto andando”.

L’altoatesino della Val d’Ultimo in verità non è mai andato così forte. Lo dicono i numeri: quattro podi nelle sette gare di velocità fin qui disputate, il secondo podio consecutivo in libera più altri due quarti posti per una classifica di specialità di Coppa del Mondo nella quale è secondo solo a Kjetil Jansrud che nell’occasione non è andato oltre il 17° posto. Dominik normalmente dà il massimo a gennaio e febbraio. E quest’anno a gennaio sono in programma i weekend di Wengen e Kitzbuehel, dove ha già vinto nel 2013. E a febbraio ci sono i mondiali di Vail, dove Paris come del resto Innerhofer saranno in corsa per le medaglie iridate.

Senza escludere che Peter Fill, secondo degli italiani (undicesimo), stanotte ha avuto l’influenza ma potrà far bene pure lui in nord America dove è salito spesso sul podio. Oggi il sole si è solo timidamente affacciato sull’alta Valtellina, ma la festa di Santa Caterina Valfurva è stata eccezionale lo stesso: tanta gente sulle tribune e ai lati della pista.