APRICA – “W di Walter”, la compagna Rossana Podestà racconta in un film l’alpinista Walter Bonatti

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Lunedì 29 dicembre alle ore 21,15, nella sala congressi del centro direzionale del paese valtellinese, verrà proiettato il docufilm “W di Walter” in cui Rossana Podestà, la donna che lo ha amato per più di trent’anni, racconta l’alpinista Walter Bonatti. Il filmato è stato girato con la regista Paola Nessi e da Angelo Schena. La serata è promossa dal Cai con il Cnsas Soccorso alpino e speleologico, il Comune e Aprica. Il film, della durata di 65 minuti e prodotto nel 2013, è un regalo che Rossana Podestà ha voluto fare al suo Walter a poco meno di due anni dalla scomparsa
del grande alpinista.

Rossana, dalla loro casa di Dubino in Valtellina, racconta la vita di Walter da quando era un bambino con già le mani forti e lo sguardo intelligente, agli ultimi giorni della sua vita quando, nella loro casa all’Argentario, Walter, ancora sorridente, si faceva fotografare da Rossana davanti a un tramonto. Così Rossana, scegliendo di volta in volta angoli diversi della casa, sempre con il suo sorriso e la sua naturale eleganza, racconta le grandi imprese di Walter così come Walter le aveva nel cuore e come solo lei poteva sapere. E le sue parole sono rafforzate dalle immagini di repertorio, in gran parte inedito, in cui, ad esempio, un Walter giovanissimo, ospite in uno studio dell’appena nata Rai di Milano, con timidezza e un certo imbarazzo, racconta la famosa notte sul K2.

Quella notte in cui, come Walter stesso scriveva, avrebbe dovuto morire. E poi l’impresa solitaria sul Dru, pilastro del monte Bianco, quella fatica di cui Walter aveva bisogno per dimenticare le amarezze del K2. Così, via via, Rossana racconta le imprese di Walter che hanno fatto storia e che sono state documentate dagli inviati della Rai ad Aosta. La parte dedicata all’alpinismo si chiude con il capolavoro di Walter sulla nord del Cervino, nel 1965, quell’invernale in solitaria con cui Walter saluterà per sempre l’alpinismo estremo. E come un capolavoro Rossana ha voluto montare la sequenza: in modo lirico e intenso Rossana racconta quei lunghi e freddi giorni in parete e i motivi dell’addio usando come colonna sonora la musica che Walter amava e avrebbe voluto proprio per il suo Cervino: il potente, intenso e a tratti struggente preludio al “Lohengrin” di Richard Wagner. Così, grazie a una lenta dissolvenza a nero, si volta pagina e appare, in una bella luce, la macchina da scrivere di Walter, quella che lui non abbandonerà mai nonostante l’arrivo delle nuove tecnologie.

La macchina è ancora lì sulla scrivania dello studio di Walter illuminata dalla luce della sua finestra, quella che incorniciava il monte Legnone. Così Rossana racconta Walter esploratore e sfoglia i suoi servizi su Epoca soffermandosi qua e là per raccontare qualche storia. Ma non solo: Rossana trova nel garage di casa delle pellicole 16 mm di cui non conosceva il contenuto per poi scoprire che era materiale inedito in cui Walter esplora, questa volta ripreso e non solo fotografato, non meglio definite giungle, pesca a mani nude in mari caraibici o pagaia in canoa lungo torrenti equatoriali. Materiale inedito che Rossana ha voluto regalare a questo film. Poi per Walter finisce improvvisamente, per incomprensioni con il nuovo direttore, il periodo delle grandi esplorazioni di Epoca e il suo rapporto con la Mondadori. Siamo alla fine degli anni settanta, Walter vive da solo Milano, è divorziato, ed è un uomo di quasi 50 anni che deve reimpostare tutta la sua vita. Ed è proprio in questo periodo che incontra Rossana, nota attrice del cinema internazionale e grande ammiratrice di Walter esploratore.

Rossana capirà subito la situazione di Walter e con grande amore si metterà al suo fianco, rinunciando al suo mondo, quello del cinema, che del resto lei non amava più. Diventa così la sua ombra, ma solo in apparenza: anche se non raccontato in modo esplicito, si intuisce nel corso dello svolgimento del film che in realtà Rossana diventerà il pilastro della nuova vita di Walter. Rossana, spostandosi ora nella cucina, il cuore della casa, racconta la loro vita insieme trascorsa tra Dubino e l’Argentario. Ma fatta anche di viaggi con i loro amici in posti estremi del mondo ed impegni pubblici. Racconta della laurea Honoris Causa data a Walter, della “Legion d’Onore”, della fioritura del loro giardino e si diverte a prenderlo anche un po’ in giro (con una sottile ironia) grazie al montaggio di un’esilarante clip dove si sente la voce di Walter dietro la sua macchina da presa che dirige, come un consumato regista, la malcapitata Rossana in cammino ai piedi del Monte Bianco. Poi, come in un valzer, scorrono le foto di Walter e Rossana insieme partendo da quella foto che testimonia l’unico bacio che Walter ha concesso in pubblico a Rossana.

Infine il racconto leggero e discreto della malattia, degli ultimi giorni di vita di Walter ma anche un’ultima dichiarazione d’amore in cui Rossana riassume, in poche parole, i tanti anni trascorsi insieme e di come, così diversi, lentamente sono scivolati l’uno nell’altra, per non lasciarsi più. Sul finale ancora un ultimo omaggio ai sorrisi di Walter sullo sfondo di quel mare del piccolo cimitero di Porto Venere dove Walter è andato ad aspettare Rossana. Il film-documentario è nato da un’idea di Rossana Podestà come ultimo omaggio al suo Walter. E’ un film a due voci, quelle di Walter e Rossana, ed è stato pensato, girato e montato interamente, nel corso dell’estate 2013, da Rossana Podestà e Paola Nessi nella casa di Dubino, la casa simbolo della loro vita insieme. E’ stato proiettato per la prima volta, e in forma non ancora definitiva, a Trento il 13 settembre 2013 in occasione del secondo anniversario della morte di Walter, con grande consenso di pubblico. E’ stato poi sistemato e migliorato dalle due autrici e Rossana ha potuto vedere e dare il consenso alla nuova versione pochi giorni prima della sua improvvisa scomparsa. Ha lasciato così la sua intensa e ultima testimonianza a un grande uomo e al grande amore che li ha uniti. Il film, che ha avuto una selezione ufficiale al Trento Film Festival 2014, è stato realizzato con il contributo della Società Economica Valtellinese e la Fondazione Luigi Bombardieri.