Vittorio Feltri odia il Natale: come dargli torto?

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Il maestro Vittorio Feltri, sul Giornale, dice chiaramente che la “serenità e a maggior ragione la gioia non possono dipendere dal calendario né dall’obbligo di frequentare i centri commerciali per acquistare all’ultimo momento un presente da consegnare a ciascun familiare”.

Chi è “nemico del Natale non ce l’ha con la ricorrenza della nascita di Gesù, evento religioso al quale neppure bada, ma con tutto ciò che vi sta attorno e che di spirituale non ha nulla.” Se a questo si aggiungono parenti, amici, e tutto l’ambaradan che consegue, chi “è avvezzo all’ordine imposto dalla professione, dia i numeri prima ancora di affettare il panettone”.

E come se non bastasse – aggiunge Vittorio Feltri – se a tutto ciò si aggiunge la tombola il rischio di assistere a scene raccapriccianti è davvero alto. Chi resiste si guadagna il Paradiso nonostante qualche cedimento alla blasfemia”.

Anche su Libero hanno commentato le parole di Feltri, che di quel giornale è stato fondatore e a lungo direttore.

Speriamo solo che – almeno per qualche giorno – i politici la smettano di menare il torrone con la storia che l’anno prossimo ci sarà la ripresa. Tanto, ogni studio economico che si rispetti, li smentirà alla fine di ogni anno successivo durante il quale si saranno sperticati nel giurare che – la crisi di quell’anno -sarà stata l’ultima