MONTICHIARI – Suini, Fava: “Bene puntare al 100% Made in Italy. Stato assente, puntare su produzioni”

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“E’ assolutamente positiva la valorizzazione del suino 100% Made in Italy attraverso una filiera che garantisca l’origine senza costi aggiuntivi e che cerchi di verticalizzare la filiera, coinvolgendo il consorzio di tutela del prosciutto di San Daniele e la grande distribuzione”. L’ha detto l’assessore lombardo all’Agricoltura Gianni Fava commentando il progetto illustrato ieri sera dalla Coldiretti di Brescia al Centro Fiera del Garda di Montichiari ai produttori di suini. “Tutto questo deve avvenire – ha proseguito – secondo una logica più equilibrata di ripartizione della remunerazione. Ma bisogna fare in fretta, perché la suinicoltura non ha più tempo di aspettare.

È un buon punto di partenza, sul quale lavorare perché il mondo della suinicoltura necessita di certezze e deve essere il primo a dire se vuole sopravvivere. E lo dico da assessore della prima regione a livello nazionale per la suinicoltura, con 900 allevamenti, 4,6 milioni di capi allevati e il 39% della carne suina prodotta in Italia”. Senza l’aiuto di “uno Stato che non c’è più e che convoca i tavoli della filiera suinicola mediamente ogni 4-6 mesi, nel silenzio del governo che, a fronte della proposta della Regione Lombardia di mettere autonomamente sul piatto 20 milioni di euro per la suinicoltura, nemmeno si è degnato di rispondere – ha ricordato Fava – serve un cambio di rotta e interrogarsi, innanzitutto, sul valore delle produzioni.

Se i prosciutti Dop Made in Italy subiscono sul mercato la concorrenza dei prosciutti spagnoli, che hanno un prezzo al consumatore fino a quattro volte superiore, vuol dire che i consorzi di tutela non hanno lavorato efficacemente sul piano della promozione ed è necessario fare autocritica, perché significa che si è perso l’obiettivo e che, escludendo gli allevatori dai luoghi dove si decidono le politiche consortili, i risultati non sono stati all’altezza della qualità della filiera. Non è più il momento di gestire i consorzi come cartelli di trasformatori”. Parole rivolte anche all’indirizzo del direttore del consorzio del prosciutto di San Daniele Mario Cichetti presente fra i relatori in quanto la realtà friulana potrebbe aderire al progetto “inclusivo” di Coldiretti.

L’assessore lombardo ha voluto ribadire la propria contrarietà al Sistema di qualità nazionale (Sqn), ritenuto “non efficace per promuovere l’italianità della suinicoltura, che deve essere rilanciata a partire dalle scrofaie”. Sulla Commissione unica nazionale (Cun) “così com’è è una scelta sbagliata, non assicura la trasparenza necessaria alla formazione dei prezzi, seppure siano stati compiuti passi in avanti rispetto ai sistemi di quotazione precedentemente utilizzati”. Per risolvere l’attuale crisi della suinicoltura “serve un’azione politica chiara e decisa da parte della rappresentanza, che deve avere proposte concrete da sposare e che deve trovare il modo di superare le proprie divisioni, talvolta più filosofiche che altro”.