BRESCIA – Spiedo, Borghesi (Lega): “Non chiede Europa, ma colpa di maggioranza animalista”

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Si torna a parlare dello spiedo bresciano e delle modifiche alla legge 157 del 1992 che vieta di inserire nel piatto tipico gli uccelli selvatici di piccola taglia. Il divieto di cucinare lo spiedo con volatili che rischia di mettere in seria difficoltà centinaia di ristoratori bresciani e di cancellare un piatto tipico della tradizione bresciana è il risultato della modifica all’articolo 21 della legge 157/92 approvata con il decreto 91/14. È opportuno chiarire che tali modifiche, a differenza di quanto sostiene il Pd – dice il deputato bresciano della Lega Nord Stefano Borghesi – non ci sono state chieste dall’Unione europea ma sono il frutto di un’interpretazione restrittiva e fortemente ideologizzata da parte di questa maggioranza a trazione ambientalista e animalista.

Solo la Lega Nord, in commissione prima e in aula poi sia alla Camera sia al Senato si è fermamente opposta. Il sottoscritto ha anche presentato un’interrogazione al ministro Galletti per chiedere che la problematica venga risolta, ma a tutt’oggi non è pervenuta alcuna risposta. Ora, chiarita la dinamica dei fatti – continua Borghesi – ci troviamo di fronte a un problema che ha una sola soluzione: modificare nuovamente la legge 157/92 con un emendamento che riporti il testo alla formulazione originaria. L’emendamento proposto dal Comune di Gussago e dall’associazione dei ristoratori Arthob durante una riunione pubblica tenutasi sabato, alla presenza di parlamentari di tutti gli schieramenti politici, va in questa direzione e troverà l’appoggio pieno della Lega Nord.

Ritengo utile che anche i comuni, le comunità montane, la provincia e la regione si attivino con atti di indirizzo, pur non avendo competenza diretta, per far sentire la voce unanime del territorio bresciano. Così come ritengo utile che siano fatte audizioni presso le competenti commissioni parlamentari affinché si sensibilizzi il più possibile il parlamento. Confermo la massima disponibilità mia e della Lega Nord ad appoggiare questo percorso e alla prima occasione utile non mancheremo di presentare questo emendamento sperando sia sottoscritto dal maggior numero di parlamentari possibile. Ciò detto credo sia giusto non dare false speranze prendendo in giro cittadini, amministratori e ristoratori ma dire le cose come stanno.

Per quanto ho potuto vedere sino ad oggi – continua il deputato del Carroccio – questa maggioranza è fortemente influenzata da ideologie animaliste ed ambientaliste che tendono ad estremizzare e radicalizzare ogni provvedimento col risultato di penalizzare attività economiche, attività venatorie, industrie armiere e di minare la nostra identità mediante lo stravolgimento delle nostre tradizioni secolari. Tutto ciò in nome di un’ideologia dannosa e prendendo come scusa le direttive europee, da loro interpretate viziosamente. In questo difficile quadro ognuno si assumerà le proprie responsabilità: sono curioso di vedere se il Pd voterà questo emendamento smentendo se stesso, se Forza Italia ascolterà la Brambilla o le istanze del territorio bresciano, se i Cinque Stelle riusciranno per una volta ad azzeccarne una. Spero ovviamente di sbagliarmi e mi auguro che tutti mantengano gli impegni presi risolvendo il problema ma una cosa è sicura – conclude Borghesi – se ancora una volta solo la Lega Nord avrà la coerenza di votare questa modifica non staremo in silenzio e spiegheremo di chi sono le responsabilità.