BRESCIA – Legge Stabilità, rinviato il taglio dei dipendenti pubblici. Sindacati: “Questioni ancora aperte”

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Nella notte, dopo una serie di tira e molla incredibili, che sarebbero ridicoli e patetici se non avessero risvolti drammatici per il futuro di 20 mila lavoratori delle province e delle loro famiglie (390 solo a Brescia) – si legge in una nota congiunta delle Rsu Provincia di Brescia, Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil – il governo ha incassato la fiducia sulla Legge di stabilità. La nostra mobilitazione, che ieri a Brescia ha visto centinaia di lavoratori occupare la sala del consiglio provinciale, ha dato un primo frutto: pur mantenendo, purtroppo, il taglio del personale del 50%, si rimanda di due anni l’avvio delle procedure di mobilità dando in questo lasso di tempo, la possibilità di contrattare la ricollocazione del personale.

Non é un esito definitivo né tanto meno risolve le grandi questioni che riguardano l’erogazione dei servizi, spesso essenziali, erogati dalle province (Politiche attive del lavoro, Formazione, Protezione Civile, Tutela scolastica minori handicappati, Polizia provinciale e antibracconaggio…). Siamo consapevoli che sia solo una pezza stavolta, forse, non peggiore dello squarcio. E non vorremmo che sia solo una strategia per tacitare gli animi e le reazioni. Proprio per questo – continua la nota – non si potrà fermare l’azione di mobilitazione avviata. Alta dovrà essere l’attenzione dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali ad ogni livello affinché tra due anni non ci si trovi nelle condizioni di questi ultimi giorni.

Il prossimo appuntamento sarà il presidio unitario in Regione Lombardia, convocato per lunedì 22 dicembre, nel corso del quale le rappresentanze sindacali chiederanno, con forza, alla Regione di assumersi, finalmente, le proprie responsabilità a garanzia dell’occupazione e dei servizi territoriali. Non accettiamo che i lavoratori siano nel tritacarne del conflitto istituzionale tra Governo e Regioni. Martedì 23 dicembre, poi, ci sarà il confronto del ministro Madia con le parti sindacali. Alle nostre rappresentanze chiediamo di esercitare tutta l’attenzione e la vigilanza affinché quanto scongiurato all’ultimo momento stanotte non si ripeta alla prossima scadenza. Al di là delle parole tranquillizzanti espresse dal ministro, poche volte purtroppo, questo Governo ha dimostrato di riconoscere l’essenziale ruolo dei lavoratori (motore del paese) e delle parti sociali.

Apprezziamo la disponibilità di quei parlamentari bresciani che, riconoscendo la frettolosità e le tante contraddizioni delle scelte del governo, ci hanno testimoniato la propria solidarietà nonché il comunicato del presidente Mottinelli che segnala la necessità di una soluzione che rispetti anzitutto i lavoratori e i servizi che, lo ribadiamo, garantiscono alle comunità locali diritti costituzionalmente tutelati. Un percorso, una scommessa, da condurre insieme, seppur nel riconoscimento e nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Le organizzazioni sindacali e la Rsu sospendono quindi l’assemblea permanente. La mobilitazione, invece, continua. Dopo il presidio di lunedì 22 in Regione Lombardia e il confronto di martedì 23 col ministro Madia, saranno definite altre iniziative sindacali.