BRESCIA – Lavoro, approvata legge delega sul Jobs Act. Prossima settimana primi decreti in CdM

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Il 16 dicembre è entrata in vigore la Legge 183/2014 che contiene le deleghe al Governo in materia di:

– riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali;
– riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;
– semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti relativi alla costituzione ed alla gestione dei rapporti di lavoro;
– riordino dea disciplina dei rapporti di lavoro e delle tipologie dei relativi contratti nonché per la razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva;
– revisione e aggiornamento delle misure intese a sostenere le cure parentali ed a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Nei prossimi mesi il Governo dovrà emanare i decreti attuativi, che entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione dei medesimi in Gazzetta Ufficiale.

La prossima settimana il Consiglio dei ministri si è prefissato in calendario di esaminare i primi due Decreti Legislativi attuativi del Jobs Act, riguardanti la nuova disciplina del contratto a tutele crescenti e la riscrittura dell’Aspi (l’indennità di disoccupazione, rafforzata nella durata ed estesa ad una prima platea di collaboratori a progetto).
L’obiettivo del Governo è quello di partire subito a gennaio con il nuovo contratto a tutele crescenti per poter usufruire dello sgravio contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2015 per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Circa le caratteristiche e la disciplina del nuovo contratto a tutele crescenti vi sono ad oggi ancora tanti nodi da sciogliere, sarà nostra cura informarVi quando sarà normato dal relativo Decreto attuativo. In generale le nuove assunzioni a tempo indeterminato a tutele crescenti in base all’anzianità di servizio comporteranno l’esclusione del reintegro del lavoratore nel posto di lavoro per i licenziamenti economici, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio e limitando il diritto al reintegro ai licenziamenti nulli e discriminatori, oltre che a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato.

In considerazione dell’interesse per i datori di lavoro del nuovo sgravio contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato, evidenziamo i punti principali della norma contenuta nell’art.12 del Ddl di Stabilità 2015:

– lo sgravio è applicabile esclusivamente ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo;
– riguarda le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato decorrenti dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015; – sono esclusi i contratti di apprendistato ed i contratti di lavoro domestico;
– lo sgravio riguarda un periodo massimo di 36 mesi e un importo massimo di contributi previdenziali (quelli a carico dei datori di lavoro) pari ad euro 8.060,00 su base annua;
– lo sgravio non riguarda i premi e i contributi dovuti all’Inail;
– lo sgravio non spetta ai lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro;
– lo sgravio non spetta ai lavoratori per i quali il beneficio sia già stato usufruito in relazione ad una precedente assunzione a tempo indeterminato;
– lo sgravio non è cumulabile con altri esoneri o riduzione delle aliquote di finanziamento previsti dalla nonnativa vigente;
– lo sgravio non spetta ai datori di lavoro che hanno avuto rapporti a tempo indeterminato con lo stesso soggetto nei 3 mesi precedenti la data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2015 (si considerano anche le società controllate o collegate).