BASSA BS – Sanità, gli ospedali di Leno e Orzinuovi diventano presidi del territorio

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Due dei sette presidi ospedalieri territoriali in Lombardia saranno finanziati con un importo complessivo di 14,5 milioni di euro stanziato stamane dalla giunta regionale. Si tratta, nel bresciano, di Leno e Orzinuovi che così completano la loro riconversione e accedono alla seconda fase di sperimentazione dei rispettivi progetti. Nello specifico l’Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda beneficerà di un finanziamento di 3 milioni di euro per gli interventi strutturali di riqualificazione del presidio per accorpare in unico edificio le attività di degenza e ambulatoriali, mentre per la Mellino Mellini di Chiari è prevista l’articolazione di un nuovo modello organizzativo e funzionale per assistere prevalentemente persone con patologie cronico degenerative, dal quadro clinico già noto o in fase di riacutizzazione.

“Molto soddisfatto” di questa delibera si è detto l’assessore lombardo Mauro Parolini che in una nota parla di “iniziativa particolarmente importante, che permette di prendersi cura con continuità del crescente numero di malati cronici, mettendo virtuosamente in relazione le competenze dei medici di medicina generale con gli specialisti. Questi due presidi ospedalieri territoriali bresciani prefigurano una modalità di cura moderna, integrata e attenta alle mutevoli esigenze del territorio e al cambiamento del quadro di riferimento socio sanitario, che vede nel progressivo invecchiamento della popolazione una sfida decisiva, nonché – ha aggiunto Parolini – capace di offrire servizi territoriali modulati sulle reali esigenze delle persone, conservando quella libertà di scelta che caratterizza la sanità lombarda”.

La posizione geografica del presidio di Orzinuovi permette di intercettare i bisogni di una vasta area sovraprovinciale. In quello di Leno la gestione del paziente cronico avverrà attraverso il “Centro Multiservizi” che integra le competenze dell’ospedale di Desenzano con l’Asl di Brescia. “Alla luce di questi interventi, il modello sanitario lombardo riconferma non solo la sua eccellenza a livello nazionale ed europeo, ma – ha concluso l’Assessore – anche la propria capacità di potersi adattare alle necessità delle famiglie, unendo libertà di scelta, sostenibilità dei costi, efficacia del servizio reso e capacità di coinvolgimento dei soggetti privati e degli operatori no profit”.