ROMA – Tav Bs-Pd, incontro alla Camera tra parlamentari e imprese. Alberti (M5s): “Rivedere progetto”

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Nell’aula della commissione Ambiente della Camera dei Deputati si è svolto un incontro tra i parlamentari e una delegazione di imprese, associazioni ed “enti locali interessati dallo scempio del territorio che deriverebbe dall’attuale progetto dell’alta velocità”. I referenti del settore alberghiero e vitivinicolo del Garda, Legambiente e Slow Food e gli amministratori comunali di Peschiera hanno proposto lo stralcio dell’attuale progetto e presentato un’alternativa che mira al potenziamento e miglioramento dell’offerta sul tratto esistente. Era presente al dibattito anche il deputato bresciano del Movimento Cinque Stelle Ferdinando Alberti, firmatario di una recente interrogazione in cui suggeriva di rivedere il progetto per tutelare il territorio, anche riqualificando le linee ferroviarie esistenti.

“Il Movimento 5 Stelle è l’unico ad aver proposto e votato un emendamento al decreto ‘Sblocca Italia’ per la soppressione del finanziamento di una tranche dell’opera – dice Alberti.- Dopo che nei mesi scorsi ristagnava l’impressione di una una sostanziale accondiscendenza al progetto da parte di alcuni sindaci e amministratori locali, nell’incontro di oggi i referenti intervenuti hanno espresso numerose perplessità su di un’opera che rischia di annullare la produzione dei vigneti ‘Lugana’ (250 ettari di vigneto eliminati in soli 9 km di tracciato), un’opera non correlata alle esigenze del territorio, basata su studi ormai preistorici per quanto riguarda il traffico ferroviario e le esigenze dell’aeroporto di Montichiari, un piccolo aeroporto, il terzo in un raggio di 300 km collegato dall’Av, (fatto che non ha eguali in Europa).

Basterebbero piccoli interventi migliorativi ai collegamenti esistenti con le città capoluogo per garantire un servizio degno delle grandi capitali europee. Quest’opera non tiene in dovuta considerazione gli indici infrastrutturali, le esigenze dei pendolari (3 milioni ogni giorno contro i soli 70 mila utenti delle ‘frecce’) e dei turisti che usufruiscono delle linee locali (22 milioni le presenze turistiche in tutta l’area gardesana). Per non parlare dei costi (circa 6 miliardi di euro per 20 minuti di tempi di percorrenza risparmiati fra Milano e Venezia) e dell’impatto ambientale (attraverserebbe un’area di discariche note e non note, rischiando di creare nuovi danni ambientali oltre che scompensi economici).

Non ultimo, verrebbe devastata la vocazione agricola del territorio, dove è conservato l’aratro più antico del mondo (il museo civico archeologico di Desenzano conserva un aratro pressoché completo risalente agli inizi dell’età del Bronzo 2000 a.C. considerato il più antico reperto del genere al mondo). Queste sono alcune delle criticità emerse nel dibattito. Crediamo sia necessario intraprendere un percorso politico condiviso per la riscrittura del progetto – conclude Alberti (M5s) – in un’ottica di mobilità e turismo sostenibile che tenga in dovuta considerazione le necessità territoriali”.