PADENGHE – La poesia salva la vita, salviamo il Centro di Poesia di Sant’Emiliano

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L’arte nell’arte. Fra le mura della Chiesa di Sant’Emiliano, splendida Pieve romanica nel cuore della Valtenesi, rivive lo spirito di Montale. A dargli voce ed anima è Enrico Papa, noto attore teatrale già attivo a Parigi e nella Capitale.

Amico di Italo Moscati e Michele Placido, sovente suoi ospiti, insieme alla moglie Stefania ha creato il Centro di Poesia ove, tra le varie attività, rende omaggio all’intramontabile genio di uno dei massimi poeti nazionali.  Una realtà che dà lustro al paese, amplia l’offerta culturale ed eleva alla potenza, attraverso una sapiente alchimia di differenti arti, le potenzialità di un luogo già magico di suo. Un’oasi che ora rischia di rimanere prosciugata, a causa di costi difficilmente sostenibili dai soli promotori.

Io sono qui perché ho scritto poesie – disse Montale nell’atto di ricevere il premio Nobel – un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà“.  In una società in cui l’inutile regna pericolosamente sovrano, la poesia resta una delle soffuse luci che squarciano l’oscurità di tempi ben più bui di quelli medievali. E se di poesia non si vive, senza si è già morti.

Morale ma mai moralista, il sommo poeta lodò spesso lo stoicismo etico di chi svolge in qualsiasi situazione storica e sociale il proprio compito. Non si propose mai come guida spirituale, cercò piuttosto di esprimere la necessità dell’individuo di accettare con dignità la propria fragilità, imperfezione e limitatezza. Condizioni impossibili da superare se non in momenti eccezionali, stati di grazia improvvisi che Montale definiva miracoli, eventi straordinari in cui appare la verità delle cose, si svela il senso nascosto dell’esistenza. E miracoli sono le ore che Enrico e Stefania hanno sinora regalato al loro affezionato pubblico, di appuntamento in appuntamento sempre più nutrito.

Sarebbe un peccato se, proprio nel Comune in cui si spendono milioni di euro per opere pubbliche dalla dubbia utilità, non si riuscisse a destinare pochi spiccioli a ciò che vi è di essenziale (per lo spirito). È vero che questo è invisibile agli occhi. Ma non può essere lontano dai cuori.