MILANO – Salute alimentare, assessore Mantovani: “Bisogna ridurre burocrazia. Non ci aiuta”

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“Il nostro obiettivo è quello di arrivare al coordinamento dei controlli in modo che le cose funzionino bene senza stressare inutilmente gli operatori. Il sistema dei controlli è infatti necessario e deve andare nella direzione di cogliere la maturità imprenditoriale della Regione Lombardia e orientarla al meglio”. Commenta così il vice presidente e assessore alla Salute lombardo Mario Mantovani al convegno dedicato al “Piano regionale integrato della Sanità pubblica veterinaria” in cui erano riuniti centinaia di operatori del servizio veterinario della Regione.

Il piano triennale della sanità pubblica veterinaria costituisce infatti un importante e fondamentale momento di programmazione orientato a migliorare l’efficienza del sistema dei controlli svolti a tutela dei consumatori e a mettere gli operatori economici nelle condizioni di essere competitivi sui mercati nazionali e internazionali. “E’ necessario ridurre il più possibile la burocrazia che non aiuta. E’ giusto fare una valutazione complessiva dei bisogni e delle risposte che si possono dare: però tutto inserito in un contesto che agevoli da un lato chi produce e dall’altra garantisca e tuteli in modo assoluto il consumatore a livello di sicurezza alimentare”.

Tra i temi in discussione nel convegno di oggi, infatti, c’era anche quello delle competenze del servizio veterinario pubblico nell’assicurare le garanzie sanitarie richieste dall’Unione europea e dai Paesi che importano i prodotti alimentari. Un controllo che risulta oltremodo importante anche in vista di Expo, per il quale è stato già predisposto un piano integrato di controllo regionale in materia di sicurezza alimentare ad hoc. “Puntiamo alla riduzione degli oneri burocratici e dei costi amministrativi a carico sia della pubblica amministrazione, sia degli operatori economici delle imprese della filiera agroalimentare.

La Regione Lombardia rappresenta una delle regioni a maggiore vocazione agroindustriale d’Europa e, a livello italiano, il sistema agroalimentare lombardo è il più importante lo dimostrano i numeri” ha sottolineato Mantovani. Circa 1,5 milioni di bovini (25% del patrimonio nazionale), 4,2 milioni di suini allevati (53% del patrimonio nazionale), il 40% della produzione nazionale di carne suina, che poi viene in parte lavorata anche in altre regioni e più del 41% del latte a livello italiano. L’industria alimentare lombarda si caratterizza per un elevato numero di imprese operanti nel settore degli alimenti di origine animale (2.859 stabilimenti con riconoscimento comunitario) principalmente afferenti al settore lattiero-caseario, a quello delle carni (lavorazione e trasformazione) e dei mangimi.