BRESCIA – Sciopero Cgil e Uil, 10 mila persone hanno sfilato in città. 70% ha aderito

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Quasi 10 mila persone hanno manifestato stamattina in città in occasione dello sciopero generale promosso da Cgil e Uil contro le politiche economiche del Governo e il Jobs Act. Un lungo corteo, aperto dallo striscione unitario “Così non va!” è partito da piazza Garibaldi e, dopo aver percorso le strade del ring cittadino, ha riempito piazza Loggia. In manifestazione il racconto corale del mondo del lavoro: giovani precari, disoccupati, operai delle fabbriche, dipendenti del pubblico impiego, studenti medi e universitari.

E con loro anche tanti pensionati. In manifestazione, oltre ai bresciani, anche centinaia di lavoratori delle province di Mantova e Cremona. Brescia è stata la seconda città lombarda (oltre a Milano) scelta per ospitare le manifestazioni per lo sciopero odierno. In tutti la consapevolezza che la tappa di oggi, lo sciopero generale con cortei in oltre cinquanta città italiane, è “solo una tappa” e che “la mobilitazione continua”. Molto alta l’adesione allo sciopero: dalle prime stime raccolte dalle confederazioni sindacali la media di adesione è stata intorno al 70%. In apertura di manifestazione è stato letto un testo che commemora la strage di piazza Fontana, di cui oggi ricorre il 45° anniversario, la strage di piazza Loggia e le vittime del terrorismo che non hanno avuto giustizia.

“La manifestazione è andata molto bene – dice Damiano Galletti, segretario generale della Camera del Lavoro di Brescia.- In piazza non ci sono solo i metalmeccanici ma tutto il mondo del lavoro. Una partecipazione così ampia non era scontata: quella di oggi, dopo la manifestazione nazionale del 25 ottobre, è un’altra del cammino che ci deve portare a far cambiare la politica economica e sociale del Governo. L’approvazione del Jobs Act non cambia la nostra posizione: anzi, la nostra strategia nei luoghi di lavoro, in ambito di contrattazione aziendale, sarà fare in modo che non ci siano modifiche allo Statuto dei lavoratori”.

“Prima di costruire riforme che non danno nessun impulso allo sviluppo – dice il segretario generale provinciale della Uil Daniele Bailo – abbiamo bisogno come priorità assoluta che il Paese esca dalla stagnazione. Prima di chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori e pensionati si avvii una lotta vera all’evasione e alla corruzione. E non è più sopportabile il blocco dei contratti del pubblico impiego”. A concludere gli interventi dal palco la segretaria generale regionale Elena Lattuada. “Voglio dire al presidente del Consiglio Renzi che è andato in un’assemblea di padroni a dire che loro sono gli eroi di questo paese, che gli eroi si trovano in questa piazza: sono i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno timbrano il cartellino». In piazza, stamattina anche i patronati Inca Cgil e ItalUil dietro lo striscione “Il taglio ai patronati è un taglio ai tuoi diritti”.