MILANO – L’assessore Beccalossi a Brescia per studio Franciacorta. Frane, chiesti 28 mln per provincia

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“Ho presentato al Governo le richieste della Regione Lombardia con l’indicazione delle opere prioritarie per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico fino al 2020. Si tratta 221 interventi, per un complessivo importo finanziario di circa 675 milioni di euro. Di questi progetti, 23 sono dedicati alla provincia di Brescia, per la quale chiediamo circa 28 milioni di euro”.

L’ha detto l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo lombardo Viviana Beccalossi, che oggi a Brescia ha presentato i risultati dello “Studio a scala di sottobacino idrografico dei torrenti di Franciacorta” che ha coinvolto la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia e diversi Comuni del territorio (Brescia, Gussago, Cellatica, Rodengo Saiano, Monticelli Brusati, Ome, Castegnato, Roncadelle, Torbole Casaglia, Castel Mella e Passirano). “Lo studio – ha aggiunto Beccalossi – è servito a conoscere punto per punto le criticità del nodo idraulico di Brescia e della Franciacorta e, grazie alla collaborazione di tutti i partecipanti, è stato possibile condividere lo stato delle conoscenze sulle condizioni idrogeologiche dei torrenti Solda, Canale, Livorna, Gandovere, Mandolossa e quindi definire le problematiche esistenti e concordare le soluzioni tecniche prioritarie necessarie per mitigare il rischio e garantire la manutenzione dei torrenti stessi”.

In provincia di Brescia, che per caratteristiche geografiche è una delle più esposte a simili rischi, negli scorsi anni sono state effettuate esperienze simili, con accordi sottoscritti in Valsabbia, Valcamonica e Valtrompia. Dopo l’incontro con la struttura di missione “Italia Sicura”, l’assessore, annunciando il piano complessivo delle opere per le quali verrà chiesto il finanziamento, ha ricordato che, per la provincia di Brescia, è stata dedicata particolare attenzione alla risoluzione delle problematiche relative al nodo idraulico del capoluogo, attraverso le aree di laminazione del torrente Canale e del bacino del fiume Chiese.

Nella zona montana, invece, sono previsti diversi interventi in Valcamonica (Artogne, Cimbergo e Paspardo, Gianico, Sonico), Valtrompia e Val Rabbia, oltre che in tutte le altre zone sensibili del territorio. “Mi auguro che il Governo – ha concluso – rispetti l’impegno di privilegiare il finanziamento agli interventi già dotati di studio di fattibilità o progettazione. La Lombardia ha, infatti, già dimostrato di rispettare i tempi e di essere in grado di spendere le risorse assegnate dallo Stato nel modo più rapido ed efficace e, per questo, deve essere premiata con risorse concrete”.