RONCADELLE – Rissa mortale Roncadelle, famiglia della vittima e dell’aggressore erano rivali al campo rom

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Aggiornamento 10-12 ore 14 E’ Roberto Ljatifi, di origine serba e padre di cinque figli la vittima accoltellata nella notte tra domenica e lunedì alla discoteca “Copacabana”. E ad aggredirlo non sarebbe stato uno sconosciuto, visto che le indagini in corso dei carabinieri hanno portato alla luce una vera e propria lotta tra bande. La famiglia del romeno ucciso e quella dell’aggressore hanno vissuto insieme nel campo nomadi di via Orzinuovi in città dove avrebbero avuto diversi contrasti. Le forze dell’ordine sono sulle tracce dell’uomo che tirò fuori il coltello, ma si temono nuovi scontri o vendette dopo l’episodio di domenica. Ha tra i 25 e 35 anni e anche lui di origine romena l’identikit che hanno in mano i carabinieri per cercare l’aggressore. Nella rissa di domenica notte sono state coinvolte 50 persone e le immagini prese dalle telecamere di videosorveglianza hanno dato alcune indicazioni.

(9-12 ore 17,40) Discoteca “Copacabana” di via Vittorio Emanuele II a Roncadelle, al complesso commerciale 2000. Erano passati da pochi minuti le 4 della scorsa notte quando a un certo punto è scoppiata una rissa tra diverse persone, probabilmente tutte straniere. In quel momento è spuntato anche un coltello che ha trafitto mortalmente un 30enne nomade caduto poi a terra.

Alla base del violento scontro ci sarebbe solo una canzone. Secondo la ricostruzione di cui ne dà notizia il GiornalediBrescia.it, il 30enne di origine romena e residente a San Polo si sarebbe avvicinato al cantante ospite della serata con una mancia per chiedere di suonare un brano. Ma uno dei clienti si sarebbe messo di mezzo per non far proporre canzoni, come da regolamento del locale.

Quindi è partita la rissa e l’aggressore ha trafitto mortalmente il 30enne. Poi è scappato e nella fuga ha anche accoltellato un addetto alla vigilanza della discoteca che è stato portato in Poliambulanza dove ha subito un complesso intervento chirurgico. Lo stesso buttafuori, però, è riuscito a leggere una parte della targa del mezzo sul quale l’aggressore è scappato. Informazione utile per i carabinieri che lo cercano.