BRESCIA – Rissa Roncadelle, Beccalossi: “Stanchi”. Ma è scontro sui campi rom tra Rolfi e Muchetti

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Aggiornamento 10-12 ore 17,45 Non si placa lo scontro tra il consigliere regionale leghista Fabio Rolfi e l’assessore alla Sicurezza di Brescia Valter Muchetti sui campi rom e in seguito alla drammatica rissa di domenica notte a Roncadelle. E il consigliere attacca. “Basta aria fritta – dice Rolfi – Muchetti chieda ai bresciani chi ha chiuso i campi nomadi e chi li ha aperti. L’apertura dei campi nomadi, oltre che l’assistenzialismo e il mantenimento di questi fannulloni a Brescia è merito unicamente delle giunte di centro sinistra, a partire da quelle presiedute da Corsini a Martinazzoli.

La chiusura di alcuni campi invece, da quello di via Buffalora a quello di via Girelli, è stata possibile solo e unicamente grazie alla giunta Paroli. Allo stesso modo erano stati presi accordi per la chiusura di quello di via Orzinuovi, uno sgombero che lo stesso Del Bono non ha il coraggio di attuare. Questa è storia nota alla città, il resto sono solo panzane di un assessore incapace e chiacchierone che è riuscito a farsi conoscere unicamente per aver mandato i vigili, privati di risorse e mezzi, in bicicletta a fare multe, anziché a contrastare l’illegalità diffusa e dilagante”.

(10-12 ore 14) “Trovo assurdo strumentalizzare un episodio come questo che, tra l’altro, non è avvenuto nel comune di Brescia. Rolfi, che non ha mai chiuso un campo nomadi in vita sua, fa demagogia, ma dovrebbe pensare, con il suo stipendio di consigliere regionale, a risarcire i bresciani dei soldi spesi per acquistare la famosa area di Guidizzolo, dove voleva trasferire i Sinti”. Commenta così l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Loggia Valter Muchetti dopo il commento di Fabio Rolfi all’omicidio di Roncadelle. “Per quanto riguarda l’assegnazione della casa alla famiglia Lajtifi, trasferita alla Torre Cimabue nel 2008 (giunta Paroli-Rolfi), è stata fatta seguendo regole di assegnazione imposte all’Aler dalla Regione. Quindi, se proprio deve, Rolfi se la prenda con sé stesso e con  il centrodestra che ha sempre governato al Pirellone”.

(9-12 ore 20,30) Sull’aggressione mortale ai danni del 30enne romeno morto accoltellato la scorsa notte è intervenuto anche il leghista Fabio Rolfi. “Ecco l’ennesimo fatto di sangue – dice – che succede in città, o nelle sue immediate vicinanze. Un altro episodio di violenza esagerata che coinvolge ancora una volta gli stranieri. Gli stessi che la giunta Del Bono vorrebbe mettere nelle case popolari, togliendo questo diritto a quei bresciani che aspettano da anni in graduatoria. Una vergogna verso cui non è più possibile non gridare allo scandalo.

E’ chiaro ormai come il territorio sia fuori controllo, data la quantità di eventi delittuosi, furti, scippi e la facilità con la quale girano armi. A Brescia ormai basta una canzone non gradita per finire accoltellati. Le statistiche ‘rassicuranti’ di Comune e Prefettura sono numeri vuoti che fanno a pugni con una realtà a tinte fosche e che non trovano conferma nella qualità di vita della città, drasticamente peggiorata a causa di chi ha sottovalutato la situazione a livello locale e dovuta anche al ridimensionamento delle forze dell’ordine voluto dal Governo.

Dove sono i nuovi poliziotti che Del Bono, quando era all’opposizione, chiedeva a gran voce per rafforzare la questura di Brescia? Solo chiacchiere al vento. La verità – conclude Rolfi – è che tra tagli e pensionamenti, la presenza delle forze dell’ordine in città, grazie a Renzi e al lassiamo del sindaco, è sensibilmente diminuita, soprattutto se confrontata con l’esigenza di sicurezza espressa quotidianamente dai cittadini”.

(9-12 ore 18,21) “Criminalità e malavita dell’est europeo, un binomio che, ancora una volta, si conferma triste protagonista del nostro territorio. In questo caso, poi, ad aggravare la situazione, c’è un morto, vittima dell’ennesimo episodio di violenza che, da troppe settimane, funesta la cronaca di Brescia e provincia”.

L’assessore lombardo alla Difesa del suolo e dirigente di Fratelli d’Italia Viviana Beccalossi si è espressa sulla rissa di Roncadelle della notte scorsa dove un 30enne di origini romene è rimasto ucciso. “Nell’esprimere piena fiducia nell’operato degli inquirenti e delle forze dell’ordine, affinchè riescano ad assicurare alla giustizia il colpevole di questa folle azione – prosegue Beccalossi – è triste annotare come, ancora una volta, Brescia e la sua provincia vengano macchiate con il sangue dal crescendo di una criminalità, per lo più straniera, extracomunitaria e dell’est europeo, che minaccia la quotidianità dei cittadini onesti.

La gente perbene è stanca di dover ascoltare ogni giorno notizie di rapine in villa, furti in appartamento, scippi o addirittura di mattanze a cielo aperto con sparatorie da Far West da una macchina all’altra o, come nel caso di Roncadelle, di accoltellamenti in stile Isis. A costo di apparire come un disco rotto – conclude l’assessore – reputo indispensabile la convocazione urgente da parte della Prefettura di un tavolo per la sicurezza che intraprenda la strada della tolleranza zero verso chi non si comporta secondo i dettami della legge italiana e, attraverso il Prefetto, chieda a gran voce al Governo centrale più uomini e più mezzi per contrastare la criminalità a Brescia e nella sua provincia”.