BRESCIA – Rifiuti 2013, 2 comuni su 3 non arrivano al 65%. E la città si ferma al 38%

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La provincia di Brescia sul fronte dei rifiuti e della raccolta differenziata è ai livelli più bassi rispetto al resto della Lombardia. E’ un quadro a tinte fosche quello che esce dai dati sul 2013 contenuti nell’Osservatorio provinciale sui rifiuti. Nell’introduzione firmata dal presidente dell’area vasta Pierluigi Mottinelli, si parla di una quota media del 50% di raccolta differenziata in provincia, cioé il 3% in più rispetto all’anno prima grazie a diversi Comuni che si sono dotati di nuove soluzioni di smaltimento e raccolta. Ma uno dei punti negativi è proprio la città, che si piazza a un misero 38% in fatto di raccolta differenziata, tanto che in questi mesi palazzo Loggia sta decidendo su porta a porta o calotta.

Secondo l’Osservatorio, sui 206 Comuni bresciani, sono 61 quelli che praticano la raccolta domiciliare, 12 usano i cassonetti a calotta e solo 2 l’ibrido, con il porta a porta per la differenziata. 75 su 206, cioé il resto, la maggior parte, non ha ancora raggiunto il 65% previsto per legge. Al contrario, ci sono enti locali che hanno raggiunto per la quasi totalità la differenziata, fino all’80%. A guidare la classifica sono Castelcovati, Prevalle e Passirano, mentre hanno raggiunto o superato il 75% Azzano Mella, Coccaglio, Fiesse, Gambara, Polaveno, Bovezzo, Cazzago San Martino, Pralboino, Villachiara, Borgosatollo, Roccafranca, Trenzano, Castrezzato, Mazzano, Orzinuovi, Paderno Franciacorta e Castenedolo.

Il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti prevede di raggiungere il 67% di differenziata entro il 2020 a livello regionale e il 65% per ogni comune e la raccolta dell’organico entro il 2015 nei comuni con più di 1.000 abitanti ed entro il 2020 in tutti. Sul fronte del tipo di rifiuti, l’anno scorso la quota maggiore è stata di verde con 105 mila tonnellate seguita dal resto, con l’organico al terzo posto.

OSSERVATORIO RIFIUTI 2013: I NUMERI