EDOLO – Futuro ospedale, servizi essenziali non vengono cancellati. Si studia una “rete” camuna

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Partecipato incontro pubblico per parlare del futuro dell’ospedale camuno quello organizzato dalla Lega Nord con Fabio Rizzi, Davide Caparini, Donatella Martinazzoli e Fabio Fanetti. “Piantiamola di fare tempeste in un bicchiere d’acqua perché le guerre tra poveri non genera ricchi, ma esclusivamente carestia, nessuno ha mai messo in discussione in Regione, nessuno, l’esistenza e il mantenimento dei servizi dell’ospedale di Edolo e dell’intero servizio sanitario della Valcamonica.

Nessuno lo ha mai fatto – dice il presidente della commissione Sanità in Regione Lombardia Fabio Rizzi – nessuno l’ha mai detto e, non mi risulta, che qualcuno abbia intenzione di diminuirne i servizi. La sicurezza in sanità è fondamentale, imprescindibile. Preferite farvi operare il polmone da un chirurgo che fa tre interventi all’anno o da uno che ne fa 30? Il compito di chi si occupa di sanità è di fare in modo che chi si opera possa farlo nella massima sicurezza in tutta la regione, anche se magari deve fare 10 chilometri per trovare questa sicurezza.

O partiamo dal concetto che la sanità è una cosa seria o crediamo che la sanità è un supermercato di vicinato dove si va a comprare anche prodotti low cost. La sanità lombarda non è low cost. La sanità lombarda è un’eccellenza, vuole continuare ad essere un’eccellenza e per continuare ad esserlo si sta riorganizzando per dare quei servizi che correttamente sono erogati sul territorio. Non deve esistere l’ospedale di Edolo e l’ospedale di Esine, ma deve esistere la rete sanitaria della Valcamonica inserita in una rete sanitaria della regione Lombardia.

Il problema non è trovare tutto dappertutto (cosa possibile), ma dobbiamo ragionare in termine di razionalizzazione dei servizi. La montagna ha le proprie peculiarità e deve avere una programmazione specifica che rispetti i suoi bisogni. Il progetto del presidio ospedaliero territoriale di Edolo non è ancora stato approvato dalla Regione Lombardia perché vogliamo riscriverlo col contributo degli operatori e delle parti sociali tenendo conto dei reali bisogni, magari anche smentendo in parte l’Asl che lo ha redatto, per arrivare a fornire i migliori servizi possibili ai camuni”.