BRESCIA – Città metropolitane, nuove province e autonomie locali: le ricadute sulle imprese

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La Legge Delrio è una tappa necessaria, ma sarà soprattutto un’occasione per creare un modello di governance condiviso, dove i corpi intermedi giochino un ruolo primario a fianco delle Istituzioni per rendere il territorio vivibile e attrattivo per cittadini, ma soprattutto per le imprese.
È questo il messaggio emerso dall’incontro odierno dal titolo: “Città metropolitana, nuove province e autonomie territoriali: la ricaduta sulle imprese”, organizzato da Rete Imprese Italia Lombardia guidata attualmente dal presidente di Confartigianato Imprese Unione di Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, tenutasi presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, per discutere del futuro del territorio dopo la Legge Delrio.
Presenti all’incontro oltre al presidente Massetti, Daniele Nava, sottosegretario alle riforme istituzionali, agli enti locali, alle sedi territoriali e alla programmazione di Regione Lombardia, Giulio Gallera, presidente della Commissione speciale per il riordino delle autonomie,Enrico Brambilla, consigliere regionale capogruppo PD, Enzo Balboni, professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Luciano Fasano, docente di Scienza Politica all’Università Statale di Milano.

Eugenio Massetti, nell’aprire i lavori, ha sottolineato come la Legge Delrio rappresenti: “un’importante innovazione istituzionale, che si propone di rispondere all’esigenza di uno snellimento e di una semplificazione dei livelli istituzionali nei rapporti con cittadini e imprese. Un processo di trasformazione che, proprio nell’interesse di cittadini e imprese, riteniamo debba essere virtuoso e non tortuoso, e soprattutto non difettoso”. In questo senso “Rete Imprese Italia Lombardia è fermamente convinta che il processo di attuazione della Legge debba vedere il coinvolgimento attivo anche del mondo delle imprese e in particolare delle MPI”.
Un punto di vista condiviso anche da Regione Lombardia, come hanno ribadito Daniele Nava, che ha spiegato come: “Regione Lombardia crede nel principio di sussidiarietà, e nel ruolo fondamentale che i corpi intermedi rivestono per lo sviluppo del territorio” e il Presidente della Commissione per il riordino delle autonomie Giulio Gallera, secondo cui “la Legge Delrio deve trasformarsi in un’occasione per costruire un modello di semplificazione, programmazione e attrattività del territorio, un percorso in cui a Rete Imprese Italia Lombardia viene richiesto di essere un soggetto attivo nel valorizzare il territorio e le sue risorse”.
“Fino ad oggi è stato fatto un percorso politico – ha spiegato Enrico Brambilla – senza il coinvolgimento degli stakeholders. Ora è venuto il momento di aprire una nuova fase, in cui anche questi soggetti sono chiamati a contribuire alla creazione di un nuovo modello di governance”.

Come questa governance possa essere strutturata è stato oggetto dell’intervento del prof. Fasano, che ha illustrato alcune ipotesi per una governance della città metropolitana milanese: “Fondamentale sarà concepire i territori in modo unitario e funzionalmente integrato, secondo un design circoscrizionale in grado di superare la frattura tra città e provincia e considerando la dimensione funzionale delle filiere di produzione”. “Occorrerà una governance integrata tra la rappresentanza politica e la rappresentanza degli interessi economici e sociali – ha continuato –  secondo un unico modello consultivo e decisionale che porti a costruire un’agenda di sviluppo strategico dell’intera area metropolitana”.

“La città metropolitana e le nuove province avranno un senso anche a livello istituzionale – ha concluso il prof. Balboni – se sapranno ripartire con una presenza viva di quei corpi intermedi che hanno già una loro collocazione importante nei territori. Non servono, infatti, nuovi soggetti, quanto invece nuovi metodi di governo del territorio per garantirne lo sviluppo futuro”.