SALO’ – Preso lo stupratore della ragazza violentata fuori dalla discoteca

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Dopo serrate e accurate indagini – giovedì scorso – i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Salò hanno identificato, cercato e fermato l’autore della violenza sessuale ai danni di una giovane della Valle Sabbia, accaduto nella notte tra sabato 29 e domenica 30 fuori da una discoteca di Roè Volciano.

Il mostro ha dunque un nome e un volto, è un giovane di origini marocchine, classe 1983, irregolare e senza fissa dimora in Italia, con precedenti per furto. Dopo il riconoscimento da parte della vittima è stato rinchiuso a Canton Mombello. Fondamentali per l’attività d’indagine sia il racconto dettagliato della stessa ragazza vittima della violenza che quello di alcuni testimoni, in particolare alcuni buttafuori della discoteca.

I racconti ed i filmati acquisiti dalla video sorveglianza hanno poi dato la possibilità agli investigatori di isolare un gruppo di tre magrebini, tra i quali l’aggressore fermato (gli altri due risultano estranei ai fatti sebbene avessero trascorso la serata insieme) ed una volta identificati due di questi, grazie anche alla conoscenza del territorio e delle frequentazioni (i magrebini in questione erano soggetti conosciuti agli uffici per altre attività di indagine pregresse) si è risaliti all’identità del ricercato, poi riconosciuto dalla vittima.

L’aggressore è stato quindi rintracciato, non senza difficoltà, nel comune di Calvagese della Riviera dove aveva già trovato ospitalità da un suo connazionale. Il giovane, con il chiaro intento di abbordare la ragazza, le aveva offerto il suo sostegno nel diverbio con un buttafuori (scaturito anche perché la vittima era un po’ brilla e si rifiutava di abbandonare la sala come chiesto dal buttafuori, in quanto il locale era in chiusura) convincendola ad allontanarsi dalla discoteca, poi una volta fuori, e rimasto da solo con la stessa, l’ha trascinata con forza nelle adiacenze di un boschetto dove ha poi abusato di lei. Intanto la vittima, dopo le visite di controllo, ha fatto rientro in famiglia.

Al magrebino sono stati contestati i reati di violenza sessuale, sequestro di persona – poiché costringeva la vittima per più di due ore a subire le sue violenze, e quello di lesioni personali aggravate. Dopo il fermo il Gip ha disposto che il violentatore restasse in custodia in carcere rilevando la pericolosità dello stesso che “ha trattenuto la vittima con inganno e poi ha abusato di lei all’aperto, mentre la violentava si rivolgeva alla stessa con offese pesanti e la sottoponeva non solo a violenze fisiche tali da far temere per la sua vita ma proferiva anche minacce di morte, mostrando totale insensibilità di fronte ad una giovane donna che implorava di essere lasciata libera”.

E’ stato definito un soggetto incapace di controllare gli impulsi sessuali anche di fronte a soggetti in evidente difficoltà, pertanto atteso anche il suo silenzio davanti al Gip (si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere) è stato trattenuto in custodia cautelare in carcere.