GAVARDO – Presidio indetto da “Medicina Democratica Sezione di Brescia”

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In un comunicato stampa diffuso in giornata “Medicina Democratica” dichiara che “ha lottato fin dal suo esordio per ottenere una legislazione che considerasse la salute della donna come peculiare e si è molto impegnata per una legge che ponesse fine alla drammatica realtà degli aborti clandestini e ai pellegrinaggi fuori dal nostro Paese.

A distanza di tempo denuncia che la Regione Lombardia e le ASL non sono dalla parte della salute delle donne, perché oltre a non vigilare sulla piena applicazione della legge, permettono che la realtà dilagante dell’obiezione, ormai prassi usuale, metta a repentaglio l’esercizio di un diritto delle donne, come succede al presidio ospedaliero di Gavardo.

Nell’Ospedale di Gavarado (ndr) “che serve una vasta zona infatti le Interruzioni Volontarie di Gravidanza sono assicurate una volta al mese ricorrendo all’ausilio di una consulente ginecologa esterna.

Denuncia inoltre che Regione Lombardia ha quasi del tutto stravolto il ruolo dei consultori pubblici, trasformandoli in un contenitore di tanti bisogni socio-sanitari, con i tagli ne ha ridotto il numero sul territorio, promuovendo invece l’apertura di quelli privati ed inoltre nella stesura del Libro Bianco, in ordine alla riorganizzazione dei servizi e della sanità lombarda, nulla ha previsto sulle attività dei consultori e sulla applicazione della 194”.