BRESCIA – Spiedo, Sala: “Governo non ascolti Ue”. Ma il M5S: “Legge tutela contro bracconieri”

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Non si placano le polemiche sull’entrata in vigore delle modifiche alla legge 157 del 1992 sulla caccia e che vieta la vendita di uccelli selvatici, bloccando di fatto anche la degustazione dello spiedo, piatto tipico e della tradizione bresciana. “Il Governo torni sui suoi passi e non obbedisca ciecamente alle direttive dell’Unione Europea che sta cercando di cancellare quelle che sono le nostre tradizioni” ha detto il consigliere regionale del gruppo Maroni Presidente, Alessandro Sala, firmatario della mozione urgente approvata ieri dal consiglio regionale lombardo per la difesa dello spiedo bresciano. Il documento impegna il presidente Roberto Maroni e la giunta a “intervenire verso le competenti autorità nazionali ed europee affinché venga immediatamente rimosso l’assurdo divieto di commercializzazione di uccelli di provenienza extra Ue, introducendo apposite deroghe motivate dalla conservazione delle tradizioni gastronomiche locali.

Le nuove normative – spiega Sala – non solo rischiano di cancellare la tradizione gastronomica e venatoria del nostro territorio, ma metteranno in ginocchio tutti quei ristoratori bresciani che da anni fanno dello spiedo il loro piatto forte. In un momento di crisi come quello attuale, le attività economiche devono essere aiutate e non affossate per obbedire a delle stupide direttive. Con la mozione approvata dal consiglio regionale – continua il consigliere – chiediamo alla giunta regionale di fare pressione sul Governo affinché faccia marcia indietro e negozi con Bruxelles. Auspico che i consiglieri di centrosinistra facciano lo stesso, invitando gli esponenti del loro partito a Roma a tornare sui loro passi e rivedere queste vergognose modifiche alla legge sulla caccia che altro non faranno che cancellare le nostre tradizioni e incidere negativamente sull’economia locale”.

Ma fuori dal coro si pone il Movimento 5 Stelle. “La modifica della legge attuata dal governo non pone fine allo spiedo bresciano e nemmeno è contro l’attività venatoria, come umoristicamente qualcuno ha detto. Perché lo spiedo bresciano non è fatto solo da uccellini dell’avifauna selvatica, ma è ottimo anche senza. La legge attualmente in vigore vieta la vendita, commercializzazione e trasporto di piccola avifauna anche se importata dall’estero, come era prima consentito”. Così ha commentato Giampietro Maccabiani consigliere regionale del movimento. “Oggi non è più possibile importare uccelli dall’estero come la passera tunisina, utilizzabile nello spiedo e di dimensioni simili ai vietati.

Purtroppo proprio per le dimensioni, questo piccolo uccello era praticamente indistinguibile, una volta nello spiedo, dai nostri volatili protetti dalla legge, come pettirossi o altri canori, e quindi poteva essere utilizzata per ‘mascherare’ la cattura e il commercio di queste specie. Perciò questa modifica di legge anzi tutela lo spiedo bresciano fatto come prevede la normativa e dà un durissimo colpo al sistema di commercio illegale della piccola avifauna locale, che troppo spesso viene catturata dai bracconieri, largamente diffusi nelle zone bresciane, per poi finire magari negli spiedi, ‘mascherata’ dall’importazione fasulla della passera tunisina. D’ora in poi questo giochino, con i dovuti controlli, non sarà più fattibile. Lo spiedo bresciano è più vivo che mai e gli unici che dovrebbero lamentarsi sono i bracconieri”.