BRESCIA – Brescia inquinata da pcb, M5S: “Del Bono non faccia andare bambini nei parchi tossici”

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Le città di Taranto e di Brescia sono tristemente accomunate dal fatto che in entrambe esiste da anni un’emergenza sanitaria e ambientale di contaminazione diffusa da diossina e da pcb (policlorobifenili), ma mentre a Taranto la legge si applica rendendo inaccessibili le zone
inquinate, a Brescia, dove le concentrazioni soglia sono molto al di sopra rispetto a Taranto, la popolazione residente può accedere e portare anche i bambini.

Il Movimento 5 stelle – si legge in una nota che fa riferimento ai portavoce bresciani a più livelli come Giorgio Sorial, Laura Gamba, Ferdinando Alberti, Tatiana Basilio, Claudio Cominardi, Vito Crimi e Giampietro Maccabiani – dopo avere chiesto già nel mese di febbraio di revocare l’ordinanza che riapre alcuni parchi pubblici altamente contaminati da pcb, e dopo il netto diniego da parte del sindaco Del Bono, si unisce oggi ai comitati ambientalisti, ai genitori oltre che a Medicina Democratica, e rilancia le loro legittime preoccupazioni per il rischio a cui sono quotidianamente sottoposti tutti i cittadini a causa di un assurdo e inconcepibile atteggiamento degli enti preposti che da anni sono inattivi se non sul fronte della minimizzazione del problema, o addirittura del negazionismo. La vicenda è stata riportata nelle scorse settimane anche da un articolo pubblicato su Ilfattoquotidiano.it.

Dopo il caso dell’Ilva a Taranto è stato accertato un inquinamento molto grave, ma di gran lunga inferiore a quello bresciano, ma lì i parchi sono stati da subito interdetti in tutela della salute dei cittadini. “E’ davvero difficile capire secondo quali principi, a pochi giorni dal suo insediamento, il 24 luglio 2013, il sindaco di Brescia Del Bono abbia emesso l’ordinanza che ha dato il via libera all’accesso in aree con concentrazioni superiori ai limiti di legge per i Pcb e le diossine. Zone contaminate che prima erano formalmente interdette con ordinanza ‘contingibile e urgente’ ora sono accessibili anche dai bambini – commentano i portavoce del M5S.- Né è comprensibile il perché questa decisione sia stata presa senza una puntuale analisi di rischio ‘sito-specifica’ quando il sindaco dovrebbe sapere molto bene ciò che è ormai risaputo, ovvero che nella città di Brescia esiste da anni una conclamata emergenza sanitaria e ambientale di contaminazione diffusa da pcb che interessa vaste aree dove vivono più di 25 mila persone.

Non solo per quanto riguarda le diossine, secondo i dati raccolti dal Comitato per l’ambiente Brescia sud, la nostra città sarebbe addirittura la capitale mondiale di questo inquinamento. E come è tristemente noto a tutti, queste sostanze sono altamente cancerogene. Le istituzioni pubbliche, in primis il sindaco, dovrebbero avere come primo obbligo quello di tutelare la salute dei cittadini bresciani, soprattutto in una città dalle enormi criticità ambientali quale Brescia, applicando con rigore estremo il principio di precauzione. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione sia al comune, per chiedere principalmente chiarimenti sulle motivazioni dell’ordinanza e per cercare di convincere il sindaco a revocarla urgentemente – conclude la nota – sia al Governo perché faccia chiarezza, ma soprattutto perché siano presi i provvedimenti del caso per salvaguardare davvero la salute dei cittadini di Brescia.